A narrare ciò che accadde nella notte tra il 24 e il 25 ottobre del 1954 a uno degli inviati speciali fu il sindaco dell’epoca, Francesco Di Lieto, il quale avendo intuito che quel maltempo non prometteva nulla di buono e temendo quello che poi sarebbe accaduto, ritenne suo preciso dovere, in qualità di primo cittadino, di uscire in strada a notte fonda per svegliare i suoi concittadini. E lo fece in pantofole, sotto una pioggia battente. «Alzatevi!, gridava battendo contro le porte e suonando i campanelli. La gente non capiva, ma lui tanto ha fatto da tirarli giù dal letto, quasi tutti. Il risultato è che a Minori le vittime si limitarono a tre» si legge in un articolo del 29 ottobre del 1954. Un resoconto, drammatico, di ciò che accadde quella notte.
Per questo oggi in Costiera si continua a temere. Ci si allarma a ogni pioggia insistente. Si lavora per garantire la sicurezza dei borghi che dipende dallo stato di salute dei terrazzamenti coltivati a limoneti e il cui abbandono comprometterebbe seriamente il territorio. Oggi a svolgere il ruolo di sentinelle sono gli agricoltori (pochi) che si sono guadagnati l’appellativo di contadini volanti. Anche se sono sempre di più i fondi agricoli dismessi (persino il Telegraph ha lanciato l’allarme) per gli elevati costi di manutenzione e gestione. Un paradosso che fu raccontato qualche anno fa persino in un romanzo della giornalista de La Stampa Flavia Amabile, che recentemente ha anche dedicato all’agricoltura eroica un libro fotografico. L’indice di pericolosità in Costiera è compreso tra il 77 all’88% e non può che destare preoccupazione. Gli ultimi dati, secondo cui si registrano livelli di rischio elevatissimi per frane o per colata, forniscono la drammatica fotografia di un’area che da anni invoca interventi per mitigare il dissesto idrogeologico, ma anche per sostenere progetti di prevenzione.
E proprio a Minori, recentemente, è stato presentato un progetto, che prevede piccoli interventi utili a mitigare il rischio e creare le condizioni per tenere minuto dopo minuto sotto controllo la vallata trasformando in sentinelle tutti i cittadini e gli operatori della città. Insomma non ci sarà più un sindaco in pantofole a svegliare i cittadini in caso di pericolo ma occhi elettronici che vigileranno sulle aree maggiormente pericolose.
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