Costa d’Amalfi: allarme del Telegraph per contadini e limoneti. Si alza età media, non c’è ricambio generazionale

«Mario Apicella barcolla giù per una ripida rampa di gradini di pietra in Costiera Amalfitana. Ha il sudore grondante e sulla schiena un’enorme cassa di plastica, piena fino all’orlo di gialli e brillanti limoni di Amalfi appena raccolti». Inizia così il racconto del Telegraph sulla raccolta dell’oro giallo in Costiera. Lungo quei terrazzamenti che digradano verso il mare e scavati lungo i fianchi delle montagne. Un documento che narra le fatiche di gente che conosce solo il riposo delle feste comandate.

E che la globalizzazione rischia di vanificare mettendo a rischio il territorio a causa del progressivo abbandono dei limoneti. Quello del Telegraph è un autorevole grido d’allarme per la tutela di un patrimonio materiale dell’umanità. «L’abbandono dei terrazzamenti porta  al crollo di muretti a secco e un drammatico aumento del rischio di frane e l’erosione che può essere fatale lungo una costa dove i borghi sorgono in vallate dove il fango e l’acqua rischiano di incalanarsi con effetti devastanti» scrive custodi di questo paesaggio patrimonio dell’umanità stanno lentamente scomparendo.

E il numero di agricoltori è di circa 320 con un’età media di 60 anni. «E davvero difficile fisicamente – confida al giornalista Mario Apicella, asciugandosi il sudore durante una breve sosta – I giovani preferiscono lavorare nel turismo, come camerieri o cuochi. E’ una vita molto più facile». I contadini volanti, rimarca il Telegraph non vengono sostituiti dai loro figli e nipoti, che considerano il lavoro come troppo duro e troppo mal pagato: dalle 7 del mattino fino al tardo pomeriggio, a volte facendo 20 o 30 volte su e giù per la montagna. «Sono pagati 6 euro per ogni cassa consegnano» rivela Nick Squires.

Ma il vero problema è che nel commercio dei limoni risulta difficile compete per le troppe varietà importate da altre nazioni e per giunta meno costose. «Solo per coprire i costi dovremmo vendere a tre euro al chilo, ma invece otteniamo 1 euro o 1 e uro e 20. E ‘per questo motivo che gli agricoltori stanno abbandonando» rivela al tabloid londinese Salvatore Aceto. E la sua è una delle voci della verità. Perché questo è un lavoro eroico. D’estate e d’inverno. Un lavoro eroico come si faceva 100 anni fa.