I contadini volanti della Costa d’Amalfi: tributo alla fatica, grido d’allarme al territorio

I contadini volanti non sono extraterrestri. E’ gente che mangia pane e fatica, che ha le mani segnate da quella lotta talvolta impari con la natura. Le rughe sul volto, profonde, sono ferite del tempo; frustate di vento patite in quei giardini pensili coltivati a limoneti. I contadini volanti sono uomini e donne legati alla loro terra. Indissolubilmente. Uomini e donne a cui il duro lavoro non mette paura. I contadini volanti sono temprati dal sudore della fatica e non temono di ostentare il senso di appartenenza. Hanno il pudore discreto di chi conosce solo le feste comandate.

Ed è a loro, un monumento di questo lembo di terra che rischia però di sgretolarsi, che Flavia Amabile, sensibile ed illuminata collega de La Stampa, ha dedicato il suo libro fatto di circa cento scatti con cui l’agricoltura eroica della Costiera Amalfitana in parte si riscatta da quell’atavico disincanto di un territorio troppo sbilanciato sull’economia del turismo. L’opera di Flavia è per questo un grido d’allarme, affinché si ritrovi unità tra piccoli e grandi coltivatori, ma più in particolare un messaggio a chi ha ormai perso la giusta considerazione sul ruolo che terrazzamenti e limoneti rappresentano contro il dissesto del territorio.

“Sono stata una folle è vero ma avevo voglia di raccontare attraverso le immagine quello che accade nei limoneti della Costiera” ha detto Flavia Amabile nel corso della presentazione del suo libro svoltasi ieri pomeriggio nell’arsenale di Amalfi. Folle perché per un anno intero ha fatto la spola tra Roma e la Costiera. Tutto in un giorno. Cinquecento e più chilometri di strada per scattare e rubare quegli attimi di fatica in tutte le fasi della produzione dei limoni: dalla potatura, alla raccolta, alla posa delle reti. Nell’Arsenale di Amalfi, ieri, è stata scritta una bella pagina di storia, che senza i limonicoltori probabilmente non sarebbe mai stata vergata.

“La proposta è ora quella di dar vita a un libro scritto a più mani in cui lavorare alla catalogazione delle piante esistenti sul territorio”, ha detto lo storico Giuseppe Gargano. Un libro che possa essere una sorta di enciclopedia del limone che sia da stimolo per il rilancio delle zone collinari. Così come va predicando da tempo un amministratore di lungo corso come RaffaeleFerraioli, tra gli artefici dei riconoscimenti Igp al limone sfusato e della doc ai vini della Costa d’Amalfi. Ma i passi da fare ora sono diversi.

“A cominciare dalla riappropriazione del presidio Slow Food del Limone Igp” ha detto Salvatore Aceto. Ma anche pensare al Crowdfunding, un processo collaborativo tra soggetti che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Insomma, una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita uomini e risorse. Una modalità di finanziamento popolare, peraltro auspicata dall’autrice del libro, e che in altre zone ha prodotto persino applicazioni smartphone che aiutano a individuare le zone in cui acquistare prodotti a chilometri zero. Ma il vero nemico resta la burocrazia. E con essa le normative soprattutto europee.

“Ma come glielo vai a spiegare a un contadino che per il rifacimento di un muro a secco occorre il rendering? – ha detto Aceto con una punta di sarcasmo – o che per lavorare nel giardino occorre un piano di sicurezza”. Misure che andrebbero derubricate per una terra, come la Costiera, che non è uguale alle altre. Una terra che politici più attenti avrebbero dovuto premiare con una legge speciale capace di limitare i danni di una burocrazia nazionale e continentale eccessivamente coercitiva. I contadini volanti, dal canto loro non si fermano. Vanno avanti, tra sudore e fatica, col vento che continua a scavare le loro facce. E poco importa se davvero qualche favola, prima o poi, diventerà realtà. Grazie Flavia.