Non siamo sicuri che il nome di Giuseppe Cimarosa vi dica qualcosa, ma stiamo parlando di un uomo che pur di salvaguardare il suo nome e la sua libertà è andato contro alla sua famiglia di origine. Conosciamo meglio il nipote di Matteo Messina Denaro.  

Chi è Giuseppe Cimarosa, il nipote del boss mafioso 

Matteo Messina Denaro era conosciuto meglio come Diabolik ed è un mafioso italiano legato a Cosa Nostra. Classe 1962 è considerato uno dei boss più potenti della mafia che ha operato anche oltre i confini della sua casata. Infatti  è riuscito ad insediarsi anche a Palermo e Agrigento. È stato arrestato nella giornata del 16 gennaio del 2023, ma era dal 1993 che il suo nome compariva nella lista dei più ricercati al mondo. Occupava il numero dieci.  

La sua ascesa mafiosa risale al 1989 elencare tutto quello che ha fatto in questi anni, non basterebbe un manuale intero. La cugina prima è la mamma di Giuseppe Cimarosa che ha sposato colui che è diventato un collaboratore di giustizia.  

L’uomo ha deciso di passare dalla parte dei buoni fino al 2017 che è venuto a mancare. Giuseppe è dunque il nipote di uno dei più ricercati boss mafiosi, arrestato lo scorso 16 gennaio. Cimarosa ha sempre rinnegato la mafia e tutto quello che c’è dietro e ha lottato duramente per togliersi da dosso questa brutta etichetta 

Nonostante abbia deciso di condurre tutt’altra vita e rinnegare tutto quello che ruota attorno alla mafia, Giuseppe non voleva essere collegato a quella famiglia che portava solo pregiudizi e stigma. Dopo l’arresto di Messina Denaro, Cimarosa ha rilasciato un’intervista le cui parole sono state forti per quell’ambiente.  

Giuseppe è un uomo buono e onesto, ma soprattutto ha avuto la forza di distaccarsi da quella vita che inizialmente poteva metterlo in seria difficoltà. Ha sempre dichiarato di non voler rinunciare alla sua vita e libertà per colpa del cugino Matteo.  

Non si reputa affatto un eroe, ma semplicemente ha voluto fare una scelta preferendo la libertà e casa sua, ma il prezzo che ha pagato è molto alto.  

La vita di Giuseppe Cimarosa lontano dalla mafia 

Quando si nasce all’interno di una famiglia che fa parte della malavita non è facile non aderire, ma peggio ancora uscirne. Se si decide di intraprendere un’altra via il prezzo da pagare è tanto alto, ma se si vuole si può. La testimonianza di ciò è proprio Giuseppe Cimarosa che da sempre si è chiamato fuori dalla sua famiglia. 

Giuseppe, che ad oggi ha una quarantina d’anni, ha scelto di lavorare come istruttore di equitazione ed è un regista di teatro equestre. Come punto di riferimento della legalità ha sempre avuto come idolo Peppino Impastato, giornalista e arrivista ucciso proprio per mano della mafia nel ’68. È proprio grazie a questo grande punto di riferimento, Cimarosa inizia il conflitto con suo padre.  

Si chiama Lorenzo Cimarosa ed era invischiato nella criminalità organizzata. Quando venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione aveva la possibilità di raccontare la verità, ma preferì tacere. Era stato accusato di danneggiamento contro un socio. In realtà lui non aveva commesso nulla, ma la lealtà nei confronti del clan era più grande di tutto il resto.  

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Così, una volta uscito venne nuovamente assoldato perché ritenuto estremamente affidabile. Per Giuseppe Cimarosa il fatto di appartenere ad una famiglia mafiosa ha rappresentato una croce molto pesante da portare sulle spalle. Da ragazzino sentiva parlare della sua famiglia con estrema ammirazione da parte dei suoi compagni, ma lui non ci trovava nulla di cui vantarsi.  

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Nonostante avesse fatto la sua scelta, i problemi sono spariti in età adulta, anzi. I suoi amici, da un giorno all’altro sono spariti e non gli rispondevano più al telefono e molti dei ragazzini che frequentavano il maneggio si sono ritirati.  

La notizia dell’arresto di suo cugino ha sollevato Giuseppe, ma si dice schifato da tutti coloro che hanno dichiarato che l’arresto del boss abbia rappresentato un errore 

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