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Ridurre gli incubi notturni è possibile: l’incredibile scoperta della scienza

Secondo le ultime stime sull’argomento, una percentuale che arriva fino al 4% degli adulti sperimenta la sensazione degli incubi nel corso del sonno notturno. Se a tutto questo si uniscono i risvegli nel corso della notte maggiormente frequenti, possiamo comprendere bene che si hanno delle conseguenze negative sulla qualità del riposo.

Gli incubi in particolare a volte hanno degli effetti molto pesanti sul nostro riposo. Facciamo certe volte dei sogni negativi che non ci fanno riposare bene nel corso della notte. Come fare per rimediare, soprattutto quando questi incubi sono ricorrenti e si presentano nel corso delle settimane o dei mesi?

Le nuove possibilità

Un gruppo di ricercatori avrebbe trovato un modo che permetterebbe di rendere più rara la frequenza degli incubi nel corso della notte. Grazie a questo metodo si potrebbe attuare una vera e propria riduzione degli incubi che fanno più paura.

Gli studiosi hanno spiegato che, adottando questo particolare metodo, si osserva una diminuzione veloce dei sogni che causano angoscia. Si tratta di un risultato che, secondo il gruppo di ricerca, è molto promettente, perché può aprire la strada per comprendere quali sono i meccanismi alla base dell’elaborazione emotiva nel corso del sonno, ma anche per sviluppare nuove possibilità terapeutiche.

Ma qual è il metodo che avrebbe permesso, secondo gli esperti, di ridurre notevolmente la frequenza degli incubi notturni che si ripresentano con una certa regolarità? Si tratta di una vera e propria sfida per gli esperti, anche per il fatto che in realtà la scienza non sa spiegare quali siano i meccanismi alla base della creazione dei sogni nel cervello.

Ciò che hanno verificato gli esperti è stato molto interessante. I volontari che hanno partecipato all’esperimento, 36 persone, hanno scritto tutti i dettagli su un diario dei sogni per una durata di due settimane.

La metà del campione di soggetti ha preso parte ad una sessione di riattivazione mirata della memoria, in modo che si potesse stabilire un’associazione tra un suono e una parte positiva degli incubi. Per portare avanti lo studio è stato scelto in particolare un accordo per pianoforte, il C6/9, DO sesta/nona.

I risultati della ricerca

I volontari hanno indossato delle cuffie durante il sonno, in modo da ascoltare nella fase di riposo l’accordo in questione in un intervallo di tempo di 10 secondi. Questa è stata un’azione che hanno compiuto tutti i partecipanti, per fare in modo che si creasse un vero e proprio gruppo di controllo.

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In tutti e due i gruppi di volontari è stato riscontrato un calo della frequenza degli incubi. Questa diminuzione è stata maggiore nei soggetti che avevano creato un’associazione tra il suono riprodotto e la versione positiva dei sogni.

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Si è visto che, in seguito ad un periodo di due settimane, la media degli incubi settimanali del gruppo di controllo era di 1,02. Allo stesso tempo coloro che aveva partecipato alla riattivazione mirata della memoria poteva sperimentare una media di 0,19 incubi ogni settimana.

Gianluca Rini

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