Barche ormeggiate nel porto turistico della Costiera Amalfitana, tra servizi nautici e infrastrutture al centro del finanziamento regionale.
La Regione Campania mette sul piatto due milioni di euro per il porto turistico di Maiori, inserito tra gli scali che riceveranno i nuovi fondi per la portualità regionale. Una notizia che apre una possibilità concreta per la nautica e per l’accoglienza turistica. Ma che, allo stesso tempo, riporta in primo piano una domanda rimasta sospesa: che fine farà il porto di Amalfi?
Il finanziamento arriva dal PR FESR Campania 2021-2027 e assegna al porto regionale di Maiori una dotazione di due milioni di euro, la stessa prevista per gli scali di Agropoli e Montecorice. A darne notizia è stato Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti del Consiglio regionale della Campania, legando il provvedimento a un piano più ampio su infrastrutture, sicurezza e sviluppo dei territori. Per Maiori la cifra può segnare un passaggio importante, soprattutto se usata per migliorare banchine, servizi a terra, accessi e attrezzature per la nautica da diporto. In una località che nei mesi estivi regge una forte pressione turistica, il porto non è solo un approdo: è uno snodo tra mare, spostamenti e attività economiche. La partita, adesso, si sposta sul terreno più concreto: progetti, autorizzazioni, tempi e cantieri. Perché il punto sarà trasformare lo stanziamento in lavori veri, senza lasciare le risorse impantanate in passaggi amministrativi troppo lunghi.
La buona notizia per Maiori porta con sé un interrogativo che in Costiera Amalfitana pesa da tempo: quale futuro per il porto di Amalfi? L’assenza dello scalo amalfitano dall’elenco dei beneficiari di questo pacchetto di fondi non passa inosservata. Amalfi resta infatti il principale hub marittimo del comprensorio, con un ruolo centrale nei collegamenti via mare, nell’arrivo dei flussi turistici e negli equilibri della mobilità locale. In alta stagione migliaia di passeggeri passano ogni giorno dallo scalo, che sostiene una parte decisiva dell’economia turistica ma convive con problemi noti: gestione degli imbarchi, spazi ridotti, necessità di restyling e interventi sulle infrastrutture. Non si tratta di mettere Maiori contro Amalfi. Il tema è un altro: guardare alla portualità costiera come a una rete unica, dove ogni investimento dovrebbe aiutare a distribuire meglio i flussi e a far funzionare l’intero sistema. Proprio per questo l’esclusione di Amalfi da questa tornata riapre il dossier su una strategia di lungo periodo, capace di tenere insieme trasporto marittimo, turismo, sicurezza e qualità urbana.
Nel quadro illustrato da Cascone rientrano anche fondi per il servizio di supporto alla viabilità lungo la Statale 163 Amalfitana, quello conosciuto come degli Angeli della Strada. Un presidio che nei periodi di maggiore afflusso diventa particolarmente utile, quando la strada costiera mostra tutte le sue criticità tra traffico, mezzi turistici, emergenze e difficoltà di accesso per i soccorsi. Resta da chiarire l’importo destinato al servizio, ma la conferma dell’attenzione regionale segnala la volontà di sostenere uno strumento che incide direttamente sulla vita quotidiana di residenti, lavoratori e visitatori. Nel pacchetto ci sono anche circa 1,1 milioni di euro per Vietri sul Mare e Cetara, destinati agli interventi dopo gli eventi meteorologici eccezionali dello scorso febbraio, oltre ai 293 milioni di euro previsti per la riduzione del rischio idraulico nel bacino del Sarno. Sono voci diverse, ma raccontano la stessa urgenza: mettere in sicurezza territori esposti, rafforzare infrastrutture spesso sotto pressione e rendere più ordinata la convivenza tra turismo, mobilità e fragilità ambientale. Per la Costiera Amalfitana, il finanziamento a Maiori è un segnale concreto. Il banco di prova sarà capire se diventerà parte di una visione più ampia, capace di includere anche gli scali che oggi restano fuori.
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