Ospedale Cava de’ Tirreni: una petizione per chiedere la riapertura del reparto di ginecologia

Chiediamo la riapertura dell’ambulatorio di ginecologia H24 dell’Ospedale S. Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de ‘Tirreni e il non ridimensionamento del servizio 118.
Un appello particolare viene rivolto ai migliaia di cittadini della Costiera Amalfitana: Sosteneteci in questa lotta che non ha bandiere né campanilismi, questa è una battaglia per il diritto alla salute e alla vita di tutti Noi”.

Cosi i Comitati Uniti Cava-Vietri-Costa d’Amalfi per chiedere la riapertura del reparto di ginecologia dell’Ospedale di Cava de’ Tirreni.

Venerdì scorso, 23/07 è partita ufficialmente la petizione per la richiesta di riapertura dell’ambulatorio di ginecologia H24 e il non ridimensionamento del servizio 118 indirizzata a tutte le istituzioni nazionali e locali. La petizione è stata esposta anche simbolicamente nella bacheca dell’ospedale ed i relativi moduli sono stati distribuiti su tutto il territorio cavese e della costiera amalfitana e ad oggi sono già centinaia le adesioni.

A farsi promotori dell’iniziativa sono stati I Comitati Uniti Cava-Vietri-Costa d’Amalfi – un’associazione sorta a sostegno delle istanze promosse dal già costituito Comitato Civico “il Piccolo ANTONIO CIVETTA” nato il 03/01/2021 per volontà dell’Avv. Paolo Civetta per la Salvaguardia dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni all’indomani di una vicenda personale che aveva visto coinvolto il figlio nel dicembre 2020 e che si era conclusa a lieto fine grazie all’azione tempestiva e professionale del personale medico e paramedico del nosocomio cavese.

Se in un primo momento il Comitato aveva ricevuto moltissime adesioni non solo dai Cavesi Residenti in Città ma anche da Tantissimi che risiedono fuori soprattutto al Nord. Nei mesi a seguire riceveva sempre più un forte incoraggiamento ed interessamento dagli abitanti della Costiera in quanto il Nosocomio cavese è storicamente strategico e di vitale importanza anche per i cittadini della vicina Costiera Amalfitana, un bacino di utenza di circa 90.000 abitanti. Il Comitato superando così quota 14.000 aderenti, decise di allargarsi anche per la Costa D’ Amalfi e non solo per le problematiche riguardanti l’Ospedale, ma per la Salute Pubblica in generale.

Mentre la Politica TUTTA era in un silenzio assordante, nasceva questo Comitato. Semplici Cittadini che si son fatti promotori nel rivendicare un sacrosanto diritto per tutti i Nostri Concittadini e non solo, il diritto alla Salute e alla Vita.

“Un cuore, con al centro la mamma con il suo bambino, questo, il logo in cui si siamo identificati noi cittadini dei comitati uniti, e i cinque colori della salute: bianco, blu-viola, verde, rosso e arancione. Il binomio più eloquente di speranza e di vita…la salute è un diritto irrinunciabile di ciascun, tutti siamo tenuti a difenderlo con ogni mezzo. Abbiamo ricevuto centinaia di richieste da parte di cittadine cavesi e di tutta la costiera amalfitana impossibilitate a ricevere cure private, dunque quello che ci chiediamo e se e mai possibile che le donne di cava e della costiera non debbano avere diritto alle cure, anche in situazione di pronto intervento, in caso di gravidanza – scrivono dal comitato – Non abbiamo un ecografo, quello che ci risulta disponibile si trova al consultorio obsoleto e non accessibile in caso di urgenza.  hiediamo a tutte le istituzioni nazionali e locali che si facciano garanti di queste problematiche e ci diano risposte e soluzioni immediate. Da parte nostra vi è la massima disponibilità ad avere un confronto per darne riscontro ai nostri aderenti. Il secondo punto di estrema urgenza è il reparto ortopedia e traumatologia, una eccellenza storica del nosocomio cavese, che conta circa 650 interventi e 6500 visite ambulatoriali l’anno. Abbiamo ricevuto gravi segnali di preoccupazione da parte dei medici, tutt’ora sono rimasti in tre e non riescono a sopperire ai turni massacranti di lavoro, alle 20 purtroppo deve chiudere il reparto per carenza di personale medico e paramedico. La Salute dei cittadini può essere mai a tempo? Qui si è toccato veramente il fondo. E’ l’occasione giusta che ciascuno di noi si renda parte attiva di questa lotta per il diritto alla salute e alla vita.

E gli effetti di queste carenze di personale sono eloquenti, ci sono liste di attesa di 6/8 mesi, cittadini che attendono cure ed interventi. Per non parlare del fatto che il reparto di Ortopedia e Traumatologia è un riferimento per gli oltre 45mila abitanti della vicina Costiera Amalfitana poiché presso l’attuale presidio di Castiglione di Ravello non esiste un reparto del genere. Un fatto di cronaca recente ha dimostrato quanto questo reparto sia indispensabile per Cava e l’intera Costa d’Amalfi, una turista che cade ad Amalfi e si frattura e viene trasferita d’urgenza all’Ospedale di Cava per essere soccorsa.
Dunque, è mai possibile che i medici ed il personale medico dell’Ospedale di Cava devono sopperire alle necessità degli altri ospedali del territorio provinciale e mai il contrario? Come mai questi spostamenti sono a senso unico? Come mai si vuole declassare un eccellenza del nosocomio cavese? In ultimo il pronto soccorso, anche qui registriamo pesanti difficoltà soprattutto in questo periodo estivo, con l’unica ambulanza che deve prestare servizio anche per emergenza di tutto l’agro-nocerino – concludono dal Comitato – A giorni un altro nostro referente si recherà all’ospedale per avere un colloquio con la dirigente Dr.ssa Catena per capire un po’ cosa si sta facendo di concreto. Il Consiglio Comunale di Cava de ‘Tirreni nelle settimane scorse ha approvato una Mozione all’ unanimità per chiedere alla Regione Campania la Costruzione di un Nuovo Ospedale grazie al Piano del Recovery-Fund.
Magari ciò si realizzasse, e se pure si concretizzerà ci vorranno anni ed anni, ma la domanda che migliaia di cittadini si pongono oggi è se la salute e la sicurezza dei cittadini possono mai attendere? Vogliamo soluzioni e risposte immediate e finché non le avremo la nostra lotta per il diritto alla salute e alla vita sarà incessante. Le lotte non si fanno solo in Piazza altrimenti finisce tutto lì, occorre portarle dentro le Istituzioni oltre la nostra Città. Ancora una volta ci appelliamo al buon senso di tutti. Questa è l’occasione che diamo a tutti i cittadini di fare sentire la propria voce negli organi decisionali. Non a chiacchiere ma con i fatti. Non sprecatela perché non sappiamo se ci saranno altre. Anche altre città, associazioni, comitati, ci sostengono. Sostenere la petizione, è nell’ interesse di Tutti.
Firmate e fatela firmare, ovviamente esclusi i minorenni. Adesso tocca a voi…
Facciamo valere la nostra dignità e i nostri diritti. Uniti e con forza possiamo farcela”.