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Il vino come le sigarette? Coldiretti sul piede di guerra: “Attacco alla nostra tradizione”

E’ concreto il rischio che le bottiglie di vino possano, proprio come le confezioni di sigarette e derivati del tabacco, riportare etichette che ne testimoniano il loro essere nocive per la salute.

Per via del forte consumo di alcol, in quantità mediamente molto maggiori rispetto a quelle bevute in Italia, alcuni paesi del Nord Europa, su tutti l’Irlanda, starebbero guardando con favore a un’equiparazione, di fatto, del vino e degli alcolici in generale ai derivati del tabacco, indicandoli come nocivi per la salute.

L’equiparazione – di fatto – alle sigarette, potrebbe spronare altri Paesi a percorrere la stessa via: soprattutto in quel Nord Europa segnato da un pesante consumo di alcol.

Anche in Italia, però, in caso di adozione di una normativa univoca sotto il profilo comunitario, il rischio è particolarmente presente: numerosi, infatti, sono i vini di eccellenza che rischierebbero di essere travolti da un’ondata negativa dal punto di vista reputazionale.

Probabilmente sarebbe un evento ben peggiore di quello che interessò il mercato della mozzarella di bufala ai tempi dello scandalo diossina o, ancora, la pizza napoletana dopo la famosa inchiesta di Report sulla sua presunta presenza di cancerogeni nei forni a legna, in quanto non frutto di inchieste giornalistiche o ricerche scientifiche, ma di una certificazione da parte di un organismo comunitario.

I produttori italiani hanno alzato subito le barricate a difesa del patrimonio della tradizione eno-gastronomica nazionale: la Coldiretti nazionale ha parlato, infatti, di un “attacco diretto all’Italia, principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero“.

L’etichetta a semaforo è fuorviante, non tiene conto delle quantità di utilizzo ordinario dei cibi, e fa riferimento ad un contenuto e ad uno standard che non è unico in tutti i prodotti. Non si può paragonare il contributo di grassi contenuto in cento grammi di olio con la stessa quantità di zuccheri presenti in altrettanta Coca Cola – commenta il direttore provinciale della Coldiretti Enzo TropianoStudi medici del resto confermano che un consumo di vino in quantità moderate fa bene alla salute, al cuore ed alla pressione, ma è evidente che un consumo moderato verrebbe indicato come lesivo per il nostro organismo da questo tipo di etichette. Questo stravolge completamente il concetto di dieta mediterranea che si basa sul consumo moderato dei cibi tradizionali messi al bando da questo tipo di etichette. Anche la mozzarella di bufala potrebbe essere considerata tale, così come l’olio e le carni rosse. Perfino la pizza presenta un bollino rosso, e le patatine un semaforo verde, pur essendo supertrasformate. E’ un attacco alla nostra economia ed alla tradizione agroalimentare, quindi siamo fortemente contrari“.

Dal canto suo anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha stigmatizzato, nei giorni scorsi, l’ipotesi che si sta ventilando nella UE, e ha espresso l’intenzione dell’Italia di difendere i produttori di eccellenza da un provvedimento che, inevitabilmente, potrebbe danneggiare il mercato.

Andrea Bignardi

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