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Incanto ed applausi per la Münchner Philharmoniker a Villa Rufolo

E’ tornata ad esibirsi nella serata di ieri, dopo cinquantanove anni, la Münchner Philharmoniker in Villa Rufolo: le ultime immagini dell’esibizione, non a caso, sono in bianco e nero.

Correva il lontano 1964, ed il Ravello Festival si era già affermato come un’importante manifestazione musicale, fiore all’occhiello degli eventi estivi nella Divina che si apriva al turismo internazionale: il programma che fu eseguito in quella occasione fu ovviamente wagneriano, nella meravigliosa cornice di Villa Rufolo che anche nella giornata di ieri ha saputo dare il meglio di sè.

E altrettanto wagneriana è stata la prima pagina scelta dal maestro Andrés Orozco-Estrada per riannodare i fili tra una delle più prestigiose orchestre tedesche e la Città della musica.

L’Ouverture del Tannhäuser ha fatto da prologo ad un concerto davvero formidabile, in cui l’orchestra ha brillato in tutte le sezioni per compattezza di suono e precisione.

Il neo Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, ha guidato, infatti, la formazione con autorevolezza confermando ancora una volta la sua levatura internazionale.

Prima dell’intervallo tantissimi sono stati gli applausi che ha strappato Lukas Sternath, solista nel Concerto per pianoforte in la minore, op.16 di Edvard Grieg.
Di origini austriache, allievo di Igor Levit, virtuoso dello strumento ha dato sfoggio di tecnica ineccepibile in un’interpretazione di grande livello.

Nella seconda parte della serata si sono susseguite, poi, due pagine davvero celeberrime come il Don Giovanni di Strauss e l’Ouverture-fantasia da Romeo e Giulietta di Cajkovskij che hanno stregato la platea gremita di Ravello trascinata da Andrés Orozco-Estrada nei due bis. Tutti in piedi, infine, per l’Overture della Carmen di Bizet e per il finale dell’Ouverture del Guillaume Tell di Rossini.

Andrea Bignardi

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