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Tra 10 anni aumenterà la probabilità di essere colpiti da detriti spaziali

Aumenta sempre di più il numero delle missioni spaziali che siamo in grado di compiere. Soprattutto l’industria spaziale sta facendo molto per quanto riguarda il lancio di nuovi razzi in orbita. Se tutto questo corrisponde ad uno sviluppo importante, non bisogna negare però che ci potrebbero essere delle conseguenze.

In effetti gli esperti si sono accorti che, proprio aumentando il numero di razzi lanciati in orbita, può aumentare anche la quantità di detriti da cui sarà circondata la Terra. E adesso nuovi studi su questo argomento rivelano qualcosa di molto incredibile.

Che cosa afferma il nuovo studio sui detriti spaziali

Una nuova ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy, afferma che con il passare degli anni aumentano anche le probabilità di essere colpiti dai detriti spaziali che si muoveranno intorno al nostro pianeta.

In particolare, secondo gli esperti che hanno compiuto lo studio, questa probabilità aumenterà a partire dai prossimi 10 anni, quando le probabilità di essere colpiti dai detriti aumenterà del 10%. Ma c’è di più, perché, secondo gli scienziati, in modo specifico sono più a rischio le persone che vivono nel Sud del mondo.

Dalle analisi che sono state compiute si è visto proprio che sono le latitudini a Sud che potrebbero essere più colpite dai detriti spaziali in orbita rispetto ad altre città, come per esempio New York o Mosca.

Perché aumentano le probabilità di essere colpiti dai detriti

Gli esperti rivelano che non si tratta soltanto di un’ipotesi, ma di una probabilità concreta, in quanto, una volta che i razzi vengono spediti nello spazio, i vettori che sono stati utilizzati per lanciarli e per farli arrivare nel punto desiderato vengono abbandonati.

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Eppure gli scienziati rivelano che ci sarebbero delle tecnologie adeguate su cui bisognerebbe investire per progettare una missione priva di rischi per quanto riguarda la probabilità che i detriti ricadano sulla Terra.

Ma a quanto pare non c’è chi vuole investire su queste tecnologie altamente specializzate e quindi si preferisce assumersi il rischio di risarcire le vittime che eventualmente verranno colpite.

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Bisogna comunque specificare che secondo gli scienziati non si è mai arrivati ad una conseguenza del genere, almeno fino ad ora, anche se si sono corsi dei rischi non indifferenti perché ci sono state delle situazioni in cui comunque si è andati molto vicino ad una probabilità del genere.

Che cosa succederà, quindi, fra 10 anni? Bisognerà stare molto attenti alle conseguenze che potrebbero derivarne.

Gianluca Rini

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