Cronaca

Salerno, 52enne muore asfissiata dopo aver ingerito un bocconcino

Muore asfissiata a causa di un bocconcino. È accaduto ieri nella zona orientale di Salerno. A nulla sono valse le manovre di disostruzione praticate dal marito. All’arrivo dei sanitari la donna era già senza vita. Lo scorso anno un evento simile a Cetara. I dettagli.

È il quarto caso in meno di un anno nel Salernitano. Parliamo del soffocamento a causa di latticini. Nella giornata di ieri, in via Trento a Salerno, l’ennesima tragedia che segue il medesimo, tragico, fil rouge. Una 52enne, residente nel quartiere Pastena, ha ingoiato un latticino che le ha ostruito la gola.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna era a tavola con il marito quando ha iniziato ad andare in difficoltà dopo aver ingerito il latticino. A nulla è valso il tentativo di aiutarla da parte dell’uomo, che ha messo in atto le manovre di disostruzione. La donna, all’arrivo dei sanitari del 118, era già morta asfissiata per la mozzarella che si era bloccata in gola.

Un caso analogo era già stato registrato in Costiera Amalfitana. Nel novembre scorso, infatti, perse la vita un 61enne molto conosciuto nel borgo dei pescatori. L’uomo stava pranzando quando il bocconcino di fior di latte gli è andato di traverso: il fratello che era con lui a tavola a provato le manovre di disostruzione ma non c’è riuscito. A quel punto ha provato a chiamare aiuto affacciandosi al balcone e i vicini hanno allertato i sanitari del 118 ma al loro arrivo l’uomo era già morto. Una tragedia che ha scosso fortemente la comunità di Cetara e dell’intera Costiera Amalfitana. Il cordoglio per la tragica morte, l’indomani, da parte del sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica.

Tragedie simili purtroppo si sono susseguite anche nel resto della regione. Leggi qui l’approfondimento.

MANOVRA DI HEINRICH – Consiste nell’applicare un forte pressione addominale sulla parte inferiore del diaframma della persona colpita con l’obiettivo di far espellere l’oggetto ostacolante. Solitamente, la manovra viene eseguita stando in piedi dietro la persona, abbracciandola e applicando una forte pressione sull’addome, appena sotto le costole

Matteo Maiorano

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