Territorio

Maiori, inaugura il Presepe dipinto di Palazzo Mezzacapo

Una meravigliosa opera artistica interamente dedicata al Natale: è il presepe dipinto del professor Giacomo Palladino, che inaugura a Palazzo Mezzacapo, sede del municipio di Maiori, dove sarà visitabile dall’8 dicembre al 10 gennaio.

L’opera è stata allestita nel cortile del palazzo comunale, e si distingue per essere una sorta di compendio creativo di tante natività di cui è ricca la storia dell’arte internazionale.

La creazione artistica di Palladino è fatta di sagome dipinte interamente, che vengono reinterpretate dall’artista e che fanno apertamente riferimento ad opere che vanno dal ‘300 all’800.

Il grande Mistero della Natività rivive, infatti, nel presepe di Giacomo Palladino attraverso forme e colori che consentono di ripercorrere le grandi suggestioni della storia dell’arte scrive Luigi Buonocore, Direttore del museo del Duomo di Ravello.

Un racconto che spazia dalle preziosità fiabesche del gotico internazionale al colorismo veneto, passando per il sapiente disegno della tradizione toscana. Una sintesi perfetta di idea e realtà, capace di attingere, nello stesso tempo, al repertorio sempre vario dell’attualità – descrive il presepe il sacerdote architetto Pasquale Imperati, dell’Ufficio Diocesano dei Beni Culturali Ecclesiastici – Un messaggio dell’arte che canta la Fede, dono sublime che annuncia al mondo la lieta novella. Regaliamoci un momento in cui contemplare il Bambino Gesù. In cui riviere i luoghi di immaginario il cui progetto divino si realizza in pienezza: la vita splende in un uomo, nell’unione della natura umana e della natura divina attraverso la persona del Figlio”.

Il presepe dipinto di Giacomo Palladino è un viaggio ed un’esperienza multidirezionale – conclude Imperati nella descrizione del presepe dipinto – nella meravigliosa galleria della storia dell’arte sacra, ritrovandovi capolavori accostati e ricomposti con singolare ed eccezionale originalità; nella pienezza dei tempi (Gal 4,4), scoprendovi gli episodi della storia della salvezza, eterni ma storici; nel misterioso spazio interiore personale, dove, mentre si attraversa lo spazio fisico del presepe, può accadere di essere sottratti al Krònos e condotti alla contemplazione, può sopraggiungere il Kairòs dell’incontro gioioso con l’altro”.

Andrea Bignardi

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