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Perché Umberto Bindi fu cacciato dalla Rai? La terribile verità

Umberto Bindi è un autore e interprete molto conosciuto. Fra le sue canzoni più famose c’è Il nostro concerto. Umberto Bindi è scomparso nel 2002, configurandosi come uno dei più importanti componenti della scuola genovese. I brani che ci ha lasciato sono delle vere e proprie poesie, per la dolcezza e per i sentimenti e le emozioni che riescono ad esprimere.

Un grande successo e una grande carriera quelli di Umberto Bindi, che comunque non ha potuto vivere serenamente, perché nel corso della sua carriera ha dovuto affrontare molte difficoltà. Soprattutto si parla di alcune discriminazioni che lo avrebbero portato anche ad essere cacciato dalla Rai. Ma approfondiamo l’argomento.

Perché Umberto Bindi è stato cacciato dalla Rai?

Umberto Bindi negli anni ’60 ha incontrato molte difficoltà in Rai. Da quello che si dice in giro, tutto sarebbe dovuto alle discriminazioni che il famoso cantante ha subito per la sua omosessualità. Lo stesso cantautore ha raccontato tutto durante il Festival di Sanremo del 1996, intendendo che molti problemi iniziarono proprio sul palco dell’Ariston. In quell’occasione la stampa si concentrò soprattutto, oltre che sulla sua musica stupenda, anche sull’anello che portava al dito.

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Lui si definiva spesso come il cantautore cicala, che preferiva la musica alle parole. Per esempio, ci sono alcune canzoni che sono rimaste impresse nella memoria collettiva, come Il mio mondo, Un ricordo d’amore, Vento di mare, Arrivederci. Quando aveva soltanto 29 anni, nel 1961, Umberto Bindi ha partecipato al Festival di Sanremo, portando alla ribalta la canzone Non mi dire chi sei.

Poi nel 1996 l’abbiamo rivisto di nuovo al Festival di Sanremo insieme ai New Trolls, con il brano Letti.

Gli ultimi anni della vita di Umberto Bindi

Gli ultimi anni della vita di Umberto Bindi non furono affatto facili. Infatti ha avuto alcuni problemi di salute che lo hanno portato ad allontanarsi dalle scene e a vivere in povertà. Ricordiamo a questo proposito l’appello che lo stesso Gino Paoli fece nel 2002, in modo che il suo amico potesse ottenere i benefici a sostegno degli artisti stabiliti dalla cosiddetta Legge Bacchelli.

Il vitalizio che gli spettava però arrivò troppo tardi, perché Umberto Bindi è morto il 23 maggio 2002 per vari problemi di salute, tra i quali vanno annoverati i quattro bypass che gli furono praticati. Alla sua morte l’artista si trovava all’ospedale Spallanzani di Roma. Resterà sicuramente uno dei maggiori esponenti del mondo della musica nella storia italiana.

Gianluca Rini

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