Territorio

Marina Grande, tradizione “golosa” con il mare di Amalfi all’orizzonte

Con l’inizio della Primavera e l’avvento della Pasqua, tornano a riaprire le loro porte la gran parte dei ristoranti amalfitani.

L’incantevole baia della città, infatti, si illumina ancor più che in inverno con le luci dei locali sul mare che si stagliano riflettendosi sull’acqua, creando un’atmosfera davvero unica anche per chi la conosce da tempo.

Le luci amalfitane non sono, però, soltanto quelle artificiali, ma anche – e soprattutto – quelle della ristorazione.

La città ha da sempre avuto un’offerta enogastronomica eccellente, ma questa è cresciuta ancora maggiormente negli ultimi anni.

Nuovi ristoranti stellati hanno conquistato la scena con la loro cucina estrosa e davvero emozionante per gli appassionati del food, ma tanti sono stati anche i locali tradizionali che hanno continuato a lavorare nel segno delle tipicità e della stagionalità dei prodotti.

Uno di questi è senz’altro il Marina Grande, che, però, non è un semplice ristorante.

La sua storia è infatti molto più articolata, essendo lo stabilimento balneare più antico della Costiera Amalfitana, aperto nel lontano 1918, quindi ben oltre un secolo fa, da Nicola Esposito, nonno degli attuali titolari, i fratelli Gianpaolo e Vincenzo, quest’ultimo insieme al figlio Arturo.  

Una tradizione, quella balneare, che, a partire dalla fine degli anni ’80, si è ampliata anche con l’apertura di un ristorante – raccomandato dalla guida Michelin già nel 1990 – che nel corso degli anni ha saputo farsi apprezzare, inizialmente, da una clientela principalmente campana e, poi, anche internazionale.

A guidare la brigata c’è lo chef Francesco Sardegna, che ha da sempre dato un’ impronta tradizionale alla sua cucina, favorendo un intreccio tra l’anima culinaria marinara della Divina e quella terragna, declinandola in maniera più goduriosa, “golosa“, come ama definirla, aggiungendo piacevoli innesti della tradizione partenopea e dell’area vesuviana di cui è originario.

 

Un elemento, quest’ultimo, particolarmente evidente nel menù primaverile del locale, capace con abilità di spaziare tra mare e terra.

Tra i piatti più gettonati, tra gli antipasti figurano, in carta, la bruschetta di tonno cbt con yoghurt agli agrumi, il cannolo con tonno crudo, sesamo spadellato, avocado e limone, il prosciutto di tonno, broccolo friariello, mayo all’aglio nero, arancia e passion fruit.

Tra i primi piatti, oltre ai grandi classici della tradizione, figurano le eliche con mantecato di baccalà con carciofi, polvere di olive e olio alla menta, oppure i tubettoni del pastificio Gentile con lo scorfano alla “buona donna”, una salsa simile alla puttanesca.

Ma il vero piatto forte della carta primaverile, di cui lo chef Sardegna propone la ricetta, è il calamaro ripieno di parmigiana di melanzane con fonduta di mozzarella, basilico e pomodoro. 

Ingredienti

4 calamari
3 melanzane di media lunghezza
100g di parmigiano
400g di pomodorini pelati
200g di mozzarella fior di latte
200g di panna fresca
20g di farina di riso
20g di burro
1 mazzetto di basilico
100 olio d’oliva neutro
sale e pepe… a sentimento

Procedimento

Puliamo i calamari e li farciamo con le melanzane precedentemente fritte e condite con pomodoro basilico sale pepe parmigiano, li chiudiamo alle estremità, aiutandoci con uno stuzzicadenti.

Per la fonduta di mozzarella

Procediamo come una besciamella classica, quindi portiamo a bollore la panna, la uniamo al roux di burro e farina di riso, aggiungiamo la mozzarella e frulliamo il tutto con un frullatore o bimby.

Finitura del piatto

Sul fondo mettiamo un po’ di fonduta a specchio, il calamaro scottato leggermente in padella e finito in forno per 3 minuti, a piacere decoriamo con un po’ di salsa di pomodoro e un po’ di basilico.

 

 

Andrea Bignardi

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