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Festival di Sanremo, chi è Don Joe duetto con Tananai

Oggi, 10 febbraio, al Festival di Sanremo 2023 è la volta delle cover con i duetti. Quest’anno al duetto con Tananai ci sarà Luigi Florio, il cui nome d’arte è Don Joe. Si tratta di un famoso produttore discografico e rapper. I due canteranno la canzone che è stata un tormentone estivo qualche anno fa, precisamente nel 2005, che ha come titolo Vorrei cantare come Biagio. Tutti la ricordano per essere stato un brano di Simone Cristicchi.

Tra l’altro è molto curioso che proprio Paolo Antonacci si occupa della produzione di molti pezzi di Tananai. Paolo Antonacci è il figlio di Biagio Antonacci. Ma chi è Don Joe? Addirittura era corsa notizia anche che fosse morto, ma lui è vivo e vegeto e lo vedremo quest’anno sul palco dell’Ariston.

Le informazioni biografiche su Don Joe

Don Joe è nato nel 1975 e tutti lo ricordano soprattutto per il suo appartenere alla Dogo Gang. Alcune canzoni famose di Don Joe insieme alla sua band sono rimaste nella storia, come possiamo vedere per esempio per Brucia ancora e Spacco tutto. La sua carriera nell’ambito musicale comunque è iniziata molto tempo prima di entrare a far parte dei Club Dogo.

Infatti i suoi esordi nel panorama musicale italiano cominciano nel 1993, quando entra nella squadra di produzione che si chiamava The Italian Job. Insieme a lui c’erano DJ Shocca e Shablo. Nel 2001 si è unito ai Sacre Scuole e l’anno dopo ha fondato i Club Dogo. Insieme a lui nei Club Dogo c’erano Guè e Jake La Furia.

Il genere musicale di Don Joe

Proprio con la partecipazione al gruppo Club Dogo inizia la scalata verso il successo di Don Joe. Infatti comincia a pubblicare i primi progetti importanti dal punto di vista discografico. Tra questi possiamo ricordare Roccia Music I, insieme a Marracash. A poco a poco si va sempre più delineando lo stile musicale di Don Joe, che diventa davvero unico a quel tempo.

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Si propone come un mix di techno ed elettronica, stile riproposto a tutti gli effetti nell’album Penna capitale, che è stato il secondo disco pubblicato dai Club Dogo. Ha avviato nel corso della sua carriera delle collaborazioni straordinarie, come per esempio la produzione di molti brani contenuti nell’album di Marracash.

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Nel 2012 ha collaborato con Claudio Cecchetto per la produzione dell’album di Max Pezzali Hanno ucciso l’uomo ragno. Contemporaneamente si è accresciuto anche dal punto di vista musicale, perché nello stesso anno è arrivato a lanciare il sesto album dei Club Dogo, che si chiamava Noi siamo il Club.

Gianluca Rini

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