Per tornare a scuola dopo la positività al Covid sarà sufficiente un tampone antigenico o molecolare negativo.
È questa una delle possibili semplificazioni in arrivo in questi giorni da parte del governo, su cui sta lavorando e insistendo il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ieri ha incontrato il premier Draghi a Palazzo Chigi.
Come riporta Il Sole 24 ore, la situazione è a macchia di leopardo in tutt’Italia, complice le interpretazioni difformi delle varie disposizioni in vigore (tra norme primarie, circolari, note/faq di chiarimento), con tante scuole che chiedono assieme tampone e certificato medico, gravando e mandando spesso in confusione le famiglie.
L’esecutivo starebbe inoltre ragionando su una estensione dell’utilizzo delle mascherine Ffp2 anche per gli alunni di medie e superiori in regime di autosorveglianza, che quindi restano in classe in presenza.
Tra le altre semplificazioni allo studio niente tampone per gli studenti vaccinati, in regime di autosorveglianza e senza sintomi. Pertanto, si resta in classe, con l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 per almeno 10 giorni.
A medie e superiori infatti le nuove direttive prevedono che con due casi di studenti positivi in classe scattino misure differenziate in funzione dello stato vaccinale: per i non vaccinati o per chi lo è da più di 120 giorni è prevista la Dad, mentre per i vaccinati si proseguono le lezioni in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine Ffp2.
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