Tutto esaurito: in Costiera solo posti in piedi. Titola così l’articolo di Conchita Sannino su il Venerdì di Repubblica. Un reportage tra temi di stretta attualità che fa emergere tutte le criticità di una terra satura e mal organizzata rispetto alla domanda.
“Un minibus all’avanguardia poteva davvero salvare l’estate sulle curve più sinuose del Sud Italia? Nuovo di zecca, lucente, persino condizionato il giusto. Peccato ci vogliano 35 minuti per vederlo materializzarsi e meno di dieci per saturarlo di viaggiatori esausti, mentre altri devono aspettare il prossimo“. È un estratto dell’articolo di Conchita Sannino che, sul settimanale di Repubblica, ha riportato un’esperienza da incubo nel mondo ricettivo della Divina.
Mutamento sociale e morfologico di una terra fragile. Dai trasporti (includendo la manutenzione viaria) alla trasformazione delle comunità, con B&b che sbucano in ogni dove.
Una gita impossibile verso il paradiso. “Se va bene, due ore e mezza per coprire 20 chilometri, da Positano a Ravello“, si legge.
«L’equilibrio è già saltato. Stiamo letteralmente distruggendo Positano e non c’è un’amministrazione pubblica e una rete di Comuni che si mostri consapevole dei prezzi che pagheremo». Vito Cinque è il patron di un hotel icona d’eccellenza nel mondo, l’esclusivo San Pietro. Da numero due di Confindustria Salerno, ha fondato, con colleghi imprenditori, il Comitato monitoraggio flussi turistici, effettuato con sistema Blimp grazie a 200 sensori. «Stiamo attraversando stagioni di grande rischio non solo per la sostenibilità dello sviluppo turistico di questi territori, ma per lo stravolgimento irrecuperabile delle nostre comunità», ragiona l’imprenditore.
Numeri da record, quelli rilevati dallo studio di Tim People Analytics per Confindustria Salerno, nella settimana campione 30 maggio-5 giugno 2022. A Positano fino a 50mila visitatori giornalieri. In breve, sottolinea il presidente Vito: «Sul molo e in strada forse c’è un solo bagno pubblico, il traffico veicolare è lento e pericoloso, quello pedonale può essere esposto a rischi. Nel mondo, il nostro brand-reputation è in calo».
«Dai 10 mila residenti invernali passiamo ai 400 mila turisti della bella stagione: che cosa potranno veramente assaporare dello spirito della Costiera?», chiosa Vito Cinque.
Articolo integrale su ilVenerdì di Repubblica.
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