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Chi era Michele Pierri il secondo marito di Alda Merini: storia vera, figli, lavoro e cause della morte

Michele Pierri, chi è il secondo marito di Alda Merini: uno sguardo alla vera storia, figli, lavoro e cause della morte.

Chi è Michele Pierri

Michele Pierri è stato un uomo dalla vita ricca di esperienze e dal profondo impegno artistico e professionale. Nato a Napoli nel 1899 e scomparso a Taranto nel gennaio del 1988 dopo una malattia terminale.

Pierri proveniva da una famiglia cattolica con una lunga tradizione nella magistratura. Dopo aver ottenuto la laurea in medicina e chirurgia nel 1923, Pierri si distinse per il suo interesse verso le dottrine buddistiche, i testi mistici e la poesia.

Intrigato dalle idee marxiste, nel 1934 finì in carcere a Bari per nove mesi a causa del suo schieramento contro il regime fascista, sostenendo la causa degli operai dell’arsenale di Taranto. Questo episodio evidenzia il suo impegno politico e la sua determinazione nel difendere le sue convinzioni.

Nel corso della sua vita, Pierri si dedicò sia alla professione di chirurgo, esercitata presso l’ospedale di Taranto, sia alla sua passione per la poesia. Fu tra i fondatori del Partito cristiano sociale e si candidò alla Costituente, ma la sua breve esperienza politica lo deluse.

Tuttavia, la sua vera realizzazione artistica si manifestò attraverso la composizione di versi, influenzati dall’avanguardia simbolista e dalla profonda conoscenza dei testi mistici e biblici.

Vita Privata: il secondo marito di Alda Merini

La vita privata di Pierri fu segnata da due amori significativi: quello con la moglie Aminta, dalla quale ebbe un figlio di nome Giuseppe, e quello con la celebre poetessa Alda Merini.

Dopo la morte della moglie Aminta nel 1980, Pierri, nonostante le sue iniziali resistenze, decise di sposare Alda Merini. Il loro legame profondo e appassionato permise alla poetessa di ritrovare l’ispirazione per scrivere le sue opere più importanti.

Il matrimonio religioso tra Pierri e Merini si celebrò nel 1984 nella Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto, quando lui aveva 85 anni e lei 53. Questa unione rappresentò per entrambi un momento cruciale nelle rispettive vite e influenzò profondamente la produzione artistica di Alda Merini.

La sua poesia, caratterizzata da contenuti profondi e da una forma influenzata dall’avanguardia simbolista, gli valse il riconoscimento pubblico quando nel 1948 partecipò al premio St. Vincent, giungendo tra i finalisti e permettendogli di far conoscere le sue liriche al grande pubblico.

La sua morte nel gennaio del 1988 lasciò un vuoto nel mondo della poesia e della medicina, ma il suo contributo alla rinascita artistica di Alda Merini e il suo impatto duraturo sulla cultura italiana rimarranno indelebili nella memoria collettiva.

Francesca Petriccione

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