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Chi era Dino Reatti: storia vera, moglie, omicidio e chi l’ha ucciso

Dino Reatti era un artigiano e lo stesso fu ucciso a sprangate nel 2012. Il caso di Anzola, è così che è stato chiamato tale delitto, ha visto la condanna di tre persone, precisamente della moglie dell’uomo, ovvero Sonia Sosò Bracciale, condannata precisamente a 21 anni e due mesi, poi ha visto la condanna di Giuseppe Trombetta, amico di lei, il quale è stato condannato a 16 anni e poi c’è stata la condanna di Thomas Sanna, condannato a 14 anni e amante di quel tempo di Bracciale.

Va detto che dieci anni dopo, infatti nel 2022, il caso è stato riaperto. In effetti sembra che gli avvocati di Bracciale abbiano spiegato di avere delle prove per dimostrare che la stessa non sarebbe stata la mandante dell’omicidio, dato che lei continuerebbe a sostenere di non aver avuto niente a che fare con l’uccisione di Reatti.

Dino Reatti, storia

Dino Reatti è stato ucciso nel 2012 e a sprangate. Sono tre le persone che ricevettero le condanne definitive, ovvero Bracciale, che era la moglie dell’uomo e che fu condannata a circa 21 anni di carcere, con l’accusa di aver pianificato proprio nei minimi dettagli il tutto. Sembra che ad oggi però il caso sia stato riaperto in quanto nel 2022 sarebbe stato dichiarato dall’avvocato di Bracciale che ci sarebbero prove per evidenziare come lei non sia mai stata colpevole e non avrebbe mai pianificato niente.

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Le altre due persone condannate, accusate di aver effettivamente commesso l’omicidio sarebbero Giuseppe Trombetta e Thomas Sanna, rispettivamente l’uno sarebbe l’amico e l’altro l’amante di lei. Insomma, pare che praticamente il caso sia stato di nuovo aperto.

Altre opinioni

La sorella di Dino invece sarebbe sempre stata convinta del fatto che Bracciale sarebbe invece proprio colpevole e avrebbe dichiarato più volte che secondo lei, la donna in questione avrebbe sempre cercato di manipolare tutti, quindi appunto secondo lei è colpevole.

Non si sa molto altro su Dino, se non che appunto sarebbe stato un artigiano. Il caso in questione sollevò parecchio i media e ancora oggi se ne parla, come si è visto, dato che appunto ecco che praticamente ci sarebbero, a detta dell’avvocato di Bracciale, delle prove che comunque dimostrerebbero che la stessa sarebbe senza colpe.

La maggior parte dell’opinione pubblica sembra che invece si sia trovata d’accordo con le condanne definitive che arrivarono anni fa alle persone indicate, ma appunto ci sono persone che sono in dubbio e altre che invece stanno dalla parte di Bracciale, ma non si hanno aggiornamenti in merito alla riapertura del caso, se non il fatto che appunto lo stesso sarebbe stato riaperto nel 2022.

Giada Fiordaliso

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