Foto by Fannu Austen Facebook
I cavatelli al tartufo nero sono una ricetta tipica dell’entroterra salernitano, in particolare dell’area di Colliano, vicino Contursi Terme.
In effetti, questo pregiato fungo è protagonista da queste parti di una famosa fiera che ogni anno si tiene a Colliano, in questo paesino di montagna.
Il tartufo nero di Colliano è quindi un prodotto pregiato, che ovviamente ritroviamo nei piatti locali come appunto questo di cui tra poco spiegheremo la ricetta.
I cavatelli, pasta fresca, potete farli voi, oppure comprarli già confezionati.
500 grammi di farina bianca, acqua tiepida, 4 uova, sale, olio extravergine di oliva, aglio, tartufo nero di Colliano, formaggio pecorino
Procediamo per prima cosa a realizzare la pasta, i cavatelli.
Mettete la farina sul piano di lavoro a fontana, creando un vuoto centrale, dentro il quale verserete i tuorli e gli albumi d’uovo.
Cominciate così ad impastare, aggiungendo un pò alla volta acqua tiepida per aiutarvi a maneggiare il tutto.
Quando avrete ottenuto un impasto compatto e liscio, toglietene un pezzo alla volta, e rotolatelo avanti e indietro allungandolo a bastoncino, spesso quanto un dito medio.
Con un coltello o una spatola da cucina tagliate il bastoncino, e fate dei pezzettini che comprimerete con il dito, creando una sorta di piccola conchiglia.
Pronti così i cavatelli, potete cuocerli in acqua bollente e salata, per una decina di minuti.
Preparate poi il sugo.
Prendete una padella dal bordo alto, versateci tre cucchiai di olio d’oliva e aggiungete due spicchi di aglio schiacciati.
Lasciate andare per qualche minuto fino a che l’aglio non si dorerà.
Abbassate quindi la fiamma e grattugiate il tartufo.
Togliete l’aglio dalla padella, e con mestolo prendete un pò di acqua di cottura dei cavatelli per amalgamare meglio il condimento della pasta.
Questa operazione di addensamento del sugo al tartufo deve durare quanto la cottura della pasta.
Una volta scolati i cavatelli, conditeli con il sugo al tartufo e amalgamate bene.
Prima di togliere il tutto dalla padella spolverizzate con il pecorino e, dopo che avrete impiattato, grattugiate ancora con il tartufo nero di Colliano.
Buon appetito!
Fonte: “Salerno, una provincia da gustare”, Enzo Landolfi, ed. Printart, anno 2015.
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