Giorgio Ambrosoli è stato un avvocato originario di Milano. È nato nel 1933 proprio nel capoluogo lombardo e ha avuto diversi ruoli importanti, anche nell’ambito di enti bancari. Una storia tragica quella di Ambrosoli, che è morto ucciso da un uomo che lo aveva avvicinato mentre si trovava nella zona di Sant’Ambrogio.
Tutto è successo nella sera dell’11 luglio del 1979. Aveva passato la serata con degli amici in casa e poi aveva deciso di accompagnarli con l’auto. Mentre stava rientrando, un uomo gli ha sparato quattro colpi di pistola. Ma quali sono i dettagli della sua biografia e cosa sappiamo sulla vita privata e sulla moglie, Anna Lorenza Gorla?
Chi è la moglie di Giorgio Ambrosoli
La moglie di Giorgio Ambrosoli si chiama Anna Lorenza Gorla, anche se tutti in realtà la chiamano Annalori. Ambrosoli e Anna Lorenza si sono sposati nel 1962 a Milano, precisamente nella chiesa di San Babila. Da questo matrimonio sono nati tre figli. La primogenita è Francesca, venuta alla luce nel 1968. Poi nel 1969 nacque Filippo e nel 1979 Umberto. Il secondogenito, Filippo, è morto nel 2009.
Quando rimase vedova di Ambrosoli, Anna Lorenza Gorla è stata nominata Commendatore Ordine al Merito della Repubblica, un’onorificenza che ha ricevuto nel 2006. Infatti grandi sono i meriti della vedova di Giorgio Ambrosoli, quando, a partire dalla morte del marito, ha lottato in maniera incredibile in modo che il lavoro del marito venisse ricordato.
In questo ha avuto sempre la vicinanza di vari Presidenti della Repubblica, come Sandro Pertini, Ciampi, Mattarella. Come molti hanno avuto occasione di dichiarare, proprio il sostegno dello Stato è stato importante per risanare una ferita che era rimasta aperta in lei. Infatti c’è da dire a questo proposito che al funerale di Ambrosoli non fecero presenza le autorità pubbliche, tranne Paolo Baffi, che allora era governatore della Banca d’Italia.
Chi era Giorgio Ambrosoli
Giorgio Ambrosoli, nato a Milano il 17 ottobre del 1933, è stato un importante avvocato che ha ricoperto anche fondamentali cariche a livello finanziario e bancario. Ambrosoli, proprio per gli incarichi ricoperti, che facevano capo al banchiere Michele Sindona, è stato ucciso l’11 luglio del 1979.
La formazione di Ambrosoli era quella giurisprudenziale. Infatti si era laureato nel 1958 alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del capoluogo lombardo. Nel 1974 era stato nominato commissario liquidatore nell’ambito della Banca Privata Italiana, a capo della quale all’epoca c’era il banchiere Michele Sindona.
Accettando questo incarico, Ambrosoli si accorse che c’erano di mezzo diverse irregolarità e prese consapevolezza del ruolo di Sindona. Avrebbe subito un tentativo di corruzione e avrebbe ricevuto minacce prima di acquistare consapevolezza che avrebbe pagato a caro prezzo il suo rigore morale.