Territorio

Agerola: il comune dichiara monumenti due alberi della città

In occasione della Giornata internazionale delle foreste prevista per martedì 21 marzo, il Comune di Agerola, ha voluto onorare due dei suoi alberi storici e monumentali.

Come dichiarato sulla pagina web del Comune: ” Dichiarare che un albero è un monumento e attivare tutte le azioni utili per preservarlo, perché continui a regalare emozioni, suggestioni e sogni e a ricordare valori e storie di uomini, donne, comunità intere”. 

La Giornata Internazionale delle Foreste ha infatti l’obiettivo di aumentare tra i cittadini la consapevolezza dell’importanza delle foreste di ogni tipo e incoraggiare i Paesi ad intraprendere sforzi locali, nazionali e internazionali, inclusa l’organizzazione di eventi, campagne e iniziative che coinvolgano foreste e alberi e far emergere la vitale importanza dei beni e servizi,  che gli ecosistemi forestali forniscono all’umanità: acqua, legna, fibre, cibo, medicine,  energia, regolazione e adattamento al clima, regolazione idrogeologica, ricreazione ed esperienze estetica, culturale e spirituale.

Lo scopo è dunque quello di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU per il 2030, di salute, di benessere e la transizione verso economie verdi e a basse emissioni di carbonio. Questa  la missione anche del Comune di Agerola. 

La celebrazione dei due alberi monumentali del borgo campano, ha l’obiettivo di raccogliere i frutti del grande lavoro svolto dalla Regione Campania per individuare, catalogare, proteggere e promuovere gli alberi monumentali del nostro territorio regionale.

Il Comune ha dunque deciso di apporre una targa esplicativa di fianco a questi due silenti “patriarchi verdi” per tracciare simbolicamente un itinerario che tra tigli, platani, castagni e cedri consente di valorizzare l’ambiente in cui sono radicati e arricchire di nuovi elementi di bellezza il contesto naturalistico che ci circonda, di forte richiamo per tutti coloro che scelgono la “lentezza” per il proprio tempo libero.

Maria Chiara D'Amato

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