I tappeti di segatura sono elementi iconici della Settimana Santa a Minori.
Preparati per adornare l’altare della Reposizione, detto comunemente sepolcro, sono non di rado, identificati con esso, al punto da prenderne il nome.
“La loro realizzazione – ci aveva raccontato Raffaele Leone della Pro Loco locale, cultore di storia locale nonchè studente del corso di laurea a ciclo unico in Beni Culturali – avviene con materiali molto semplici, tra cui segatura e pigmenti in polvere, mescolati insieme per ottenere i vari colori in differenti tonalità“.
Una volta realizzato il bozzetto preparatorio il disegno è riprodotto con dei gessetti sul pavimento e, con l’aiuto di setacci o colini, viene stesa la polvere colorata che dà corpo alle varie figure rappresentate.
In oltre settant’anni sono state riprodotte, sul pavimento della Basilica, scene particolarmente celebri della passione della grande storia dell’arte. Non sono mancate, ovviamente, anche raffigurazioni inedite. Nel corso degli anni la realizzazione dei tappeti si è diffusa anche ad altre piccole chiese del territorio, da San Michele a San Gennaro a Santa Lucia, dove sono realizzati con fiori e caffè.
I tappeti sono contornati da piantine di grano fatte germogliare al buio durante il periodo quaresimale. Questo è il segno visibile del pallore che la vita di ogni uomo assume quando in sè non rifulge la luce del Cristo redentore.
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