Salerno

Cocaina dietro le banane: maxi-sequestro di stupefacenti nel Porto di Salerno

Oltre duecento chili di cocaina nascosti tra le banane al Porto di Salerno.

E’ quanto sequestrato, questa mattina, dagli uomini della Guardia di Finanza di Napoli e Salerno, come scrive il sito web del quotidiano “La Città”.

Questi, insieme al personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno compiuto un sequestro importante.

Le fiamme gialle avevano ricevuto quella che si può definire una “soffiata” da forze di polizia internazionali, che hanno loro segnalato l’arrivo di un container sospetto, che ufficialmente trasportava banane.

L’operazione ha portato, alla sua conclusione, al blocco dei traffici con il Sud America per un valore di 40 milioni di euro.

Fondamentale è stato l’infallibile fiuto del cane antidroga Fabry, che coadiuva le fiamme gialle in numerose operazioni nelle quali si va alla ricerca di sostanze stupefacenti oltre che, in generale, nel contrasto al crimine.

Il carico è stato individuato tempestivamente: come scrive SalernoToday, circa 171 chili di coca erano nascosti in dei sacchi di tela, che erano stati camuffati, a loro volta, tra le sacche di frutta.

Un secondo quantitativo, di circa 47 chilogrammi, era invece ben nascosto all’interno dei vani esterni dei motori dei refrigeratori.

I ricavi dell’organizzazione criminale che gestiva questo tipo di traffico, secondo le forze di polizia internazionali, sarebbero stati davvero ingenti, pari a circa 40 milioni di euro complessivi.

Ancora una volta, dunque, l’attività investigativa e di controllo del territorio attuata dalle Forze dell’Ordine si rivela fondamentale per contrastare il crimine sul territorio salernitano in un contesto, come quello del Porto, che, essendo un crocevia del commercio internazionale, risulta particolarmente a rischio.

I precedenti

Non è la prima volta in cui le sostanze stupefacenti vengono occultate ad arte dalla frutta esotica da parte dei trafficanti.

Lo scorso 8 Febbraio, infatti, una grossa partita di droga dal peso di ben sessanta chili ed era nascosta nel vano motore refrigerato di un container merci che proveniva dal Sudamerica ed era appena giunto nel porto commerciale della città capoluogo.

 

Andrea Bignardi

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