Napoli

Indossano jeans strappati, studenti costretti a coprirli con lo scotch: accade in Campania

Costretti a coprire con il nastro adesivo gli strappi dei propri jeans.

È quanto accaduto venerdì scorso ad alcuni studenti che frequentano il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Monterusciello, frazione di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Lo scrive Fanpage.

Il fatto

La nuova dirigente scolastica, in servizio da settembre, ha introdotto nuove regole che prevedono un’etichetta improntata al decoro nell’abbigliamento degli studenti.

Stop, dunque, non solo ai bermuda, ma anche ai jeans strappati, che sono molto in voga soprattutto tra i più giovani.

Non tutti gli studenti dell’istituto, però avrebbero rispettato le nuove regole.

E dunque, due studenti del liceo, la scorsa settimana, nel corso di un’ assemblea di istituto, sarebbero stati redarguiti da un professore e invitati a coprire gli strappi con del nastro adesivo.

Il caso, sollevato da un genitore sui social network, è finito agli onori della cronaca: della vicenda si è occupato anche Gianni Simioli, de La Radiazza su Radio Marte.

Tuttavia, il provvedimento, come, ha, poi, spiegato la preside sulle colonne de Il Mattino, sarebbe stato assunto dal docente, senza informare la dirigente scolastica.

Il rimprovero del docente, inoltre, secondo la versione della dirigente scolastica, sarebbe stato motivato dalla buona intenzione di evitare agli studenti di incorrere in sanzioni disciplinari.

Nessun obbligo, insomma, secondo la dirigente scolastica, di coprire i pantaloni strappati. Ma un’azione che sarebbe stata dettata soltanto dalla buona fede.

Le reazioni

Le reazioni da parte dei genitori sarebbero state, in ogni caso, alterne, tra favorevoli e contrari all’azione del docente ed alla nuova e più stringente normativa interna stabilita dalla dirigente scolastica.

Il post del papà puteolano ha suscitato, infatti, svariate reazioni, tra chi si è schierato favorevolmente alla possibilità per gli studenti di scegliere liberamente i vestiti da indossare a scuola e coloro che, invece, ha condiviso la scelta della scuola di rispettare un’etichetta improntata ad un maggiore decoro.

Andrea Bignardi

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