Oggi è il grande giorno per la gran parte degli alunni e degli studenti italiani. Dopo un anno e mezzo di Dad e di sospensioni e riprese a seconda della zona e di rischio di fascia legata al Covid, si riaprono i cancelli delle scuole.
Green Pass, mascherina, test salivari e cambio d’aria ogni ora sono solo alcune delle misure messe in campo dal governo per contrastare il rischio di contagio da coronavirus nell’anno che vede il ritorno in presenza al 100%.
Per il ritorno a scuola è in vigore, dall’11 settembre, l’obbligo di Green Pass per tutto il personale scolastico e per tutti coloro che entrano negli istituti, genitori e accompagnatori compresi, dipendenti di ditte esterne come addetti alle pulizie, alle mense e alla manutenzione
Esclusi dall’applicazione della norma sono “bambini, alunni, studenti” e chi frequenta “i sistemi regionali di formazione”, a eccezione di “coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”. Il compito di effettuare i controlli sui Green Pass è affidato ai dirigenti scolastici o a chi ha la responsabilità degli “istituti scolastici, educativi e formativi” attraverso una piattaforma studiata dal ministero dell’Istruzione, della Salute e dal Garante per la privacy, elaborata da Sogei.
Al quinto giorno di invalidità del Green Pass scatta la sospensione dal lavoro senza stipendio. Per chi è sprovvisto di Green Pass sono previste multe da 400 a 1.000 euro.
Saranno effettuati test salivari a campione per monitorare almeno 55mila alunni di scuole pilota ogni 15 giorni. Un campione, dunque, di circa 110mila studenti al mese, rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento, che ammonta a un totale di circa 4 milioni 200mila bambini e ragazzi. A essere coinvolti, su base volontaria, studenti delle classi primarie e secondarie di primo grado, ossia di elementari e medie.
Le mascherine si potranno togliere solo in mensa, durante il pranzo, e in palestra, durante l’attività sportiva. Saranno fornite dalle scuole come lo scorso anno.
In aula, bisognerà osservare, per quanto possibile, il metro di distanziamento tra gli alunni. Gli ambienti andranno areati con costanza. Per il ricambio dell’aria, il Comitato tecnico-scientifico ha stabilito che dovrà essere assicurato aprendo le finestre.
Nel caso di un positivo in classe, lo scorso anno era prevista una quarantena di 10 giorni, che diventavano 14 per poter avere l’esito del tampone dopo l’isolamento. Ora la legge prevede che, per i vaccinati, il tempo di allontanamento dalla scuola scenda a 7 giorni.
Saranno osservati turni di ingresso scaglionati tra i diversi istituti, così da scongiurare il rischio di assembramenti sui mezzi di trasporto pubblici.
Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini ha assicurato che sono stati triplicati i finanziamenti per poter garantire il distanziamento. Sono state intensificate, soprattutto nelle grandi città, le corse bus.
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