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Il peso della crisi sui regali di Natale: ecco quali sono i prodotti più scelti

Si avverte, purtroppo, il peso della crisi economica sugli acquisti di Natale da parte degli italiani.

Tre italiani su quattro, infatti, faranno i regali di Natale, ma ci sarà un 27,3% di loro che non farà acquisti principalmente per risparmiare, per il peggioramento della propria condizione economica o per l’aumento dei prezzi a causa dell’inflazione, che è arrivata a sfiorare il 12% negli ultimi mesi.

Sono questi alcuni dei principali risultati di un’indagine sui consumi di Natale 2022 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format research.

I regali maggiormente acquistati (e, quindi, apprezzati) sono i prodotti enogastronomici, seguiti da giocattoli, libri ed ebook, abbigliamento e prodotti per la cura della persona.

Sui trend dei regali scelti in occasione della festa più attesa dell’anno, che registrano l’incremento maggiore rispetto all’anno scorso si segnalano i prodotti per animali (+8,4%).

Per quanto concerne, invece, il budget di spesa stanziato per gli acquisti, il 64% spenderà tra 100 e 300 euro, mentre un consumatore su tre non supererà i 100 euro.

Purtroppo, a differenza che in passato, la tredicesima non sarà destinata allo svago ed all’acquisto dei regali.

Di questa, infatti, soltanto una piccola parte sarà destinata ai classici doni natalizi, mentre la maggior parte della stessa potrebbe andar via per spese per la casa, tasse e bollette.

Ancora una volta Internet si conferma al primo posto (con il 64,6% delle preferenze) come modalità di acquisto: per la prima volta dal 2009, però, questo dato risulta in calo.

Una buona notizia, infatti, è quella che salgono le preferenze per i negozi di vicinato (dal 42,5% al 45%).

Il 50,3% degli italiani, oltre che al proprio nucleo familiare ristretto, farà regali ad amici e conoscenti e ad acquistarli saranno prevalentemente i coniugi in coppia.

Più di un consumatore su due su due ha comprato i regali di Natale nella prima metà di dicembre (51%). E’ aumentata comunque, rispetto allo scorso anno, la quota di coloro che hanno già fatto gli acquisti a novembre (38,4% vs 34,3%).

Andrea Bignardi

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