C’era una volta, nel Borgo Santa Lucia di Napoli, un gruppo di pescatori creatori di un piatto destinato a restare nella storia della cucina campana: i polipetti affogati, o purpetielli affugati.
Si tratta di uno dei piatti più semplici ma gustosi e succulenti.
I polipetti affogati, letteralmente lasciati “affogare” nel sugo di pomodoro, sono perfetti da servire con dei crostoni di pane per un ricco antipasto, ma anche come condimento per una pasta che vi farà leccare i baffi.
Ecco di seguito la ricetta di questa pietanza saporita e profumata… a voi e ai vostri ospiti l’ardua sentenza!
Polpi piccoli kg 1 – olio d’oliva cl 5 – aglio 1 spicchio e 3/2 -pomodori 3 – sale Tempo di cottura: 30 minuti
È molto importante dare al polpo affogato una forma raccolta.
I polpi “veraci” sono i migliori, ma, cucinati secondo questa caratteristica ricetta napoletana, sono molto saporiti anche quelli piccolissimi che a Napoli vengono chiamati senischi.
Se i polpi sono surgelati comperarli piccoli e “veraci”, cioè con due file di ventose sui tentacoli.
Pulirli quando sono ancora un po’ duri di ghiaccio, sciacquarli velocemente e aspettare che si scongelino del tutto.
Di solito i polpi si cucinano in una pignatta di creta che non ne fa disperdere il profumo.
Far rosolare dunque l’aglio tritato con l’olio.
Capovolgere i polpi in modo che la testa venga avvolta dai tentacoli, infilzarne due o tre per volta dalla sommità con una forchetta.
Quando l’olio frigge vivacemente, calarveli per due o tre volte immergendo soltanto le punte dei tentacoli.
Questi al contatto con l’olio bollente, si arricciano e i polpi assumono una bella forma raccolta che manterranno anche dopo cotti.
Ripetere questa veloce operazione con gli altri polpi, poi adagiarli nel recipiente tutti insieme, ben diritti, con le punte sul fondo, insieme con i pomodori spezzettati.
Coprire e lasciar cuocere a fuoco molto moderato; salare a fine cottura.
È usanza napoletana condire 100 grammi di spaghetti col sugo ricavato da questa cottura e disporli nel piatto da portata attorno ai purpetiélli.
Se i polpi sono freschi vanno preparati e cotti nello stesso modo, considerando che risultano gustosi anche i senischi, e cioè quelli che hanno una sola fila di ventose sui tentacoli.
Fonte: L’Arte della Cucina Secondo la Tradizione Napoletana, M. Penta de Peppo.
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