Gastronomia e Ricette

A Caserta arriva la pizza con polpo “Fake Luciana”

Nel centro storico di Caserta si gusta la pizza partenopea dei fratelli Balbi

La pizza “crunch” è diventata il loro cavallo di battaglia, così croccante e asciutta per la tripla cottura, e su questa base fragrante hanno ideato la “Fake Luciana”, novità del mese di Zerottantuno Bella Napoli, pizzeria nel centro storico di Caserta.

I fratelli Vincenzo ed Emanuele Balbi continuano la loro missione, quella di unire la tradizione partenopea a quella casertana, e stavolta portano in tavola una pizza fresca e gustosa condita con polpo all’insalata, pomodorini confit, crumble di olive, polvere di cappero, pesto di basilico aromatizzato al limone, mozzarella di bufala ai carboni vegetali e servita su base “crunch”.

Tutto ruota intorno alla famosa ricetta ricevuta in eredità dal nonno rosticciere, con cui impastano pizze leggere e digeribili e sfornano accanto alle classiche, pizze ricche e fantasiose. La pizza croccante è diventata un must a Caserta, ma non mancano i fritti succulenti, ma delicati, presentati come bon-bon: frittatina classica, allo scarpariello, alla Nerano, alla carbonara e la pallina di riso al ragù napoletano.

Siamo molto soddisfatti – commenta Enzo Balbi – arrivano turisti da ogni dove a gustare le nostre pizze e i nostri fritti. Siamo davvero orgogliosi di portare la napoletanità a Caserta e viceversa, con i vini e i prodotti del territorio che ci ospita inseriti nel menù, omaggio alla città e ai suoi monumenti”.

Dal lunedì al giovedì si può inoltre degustare la pizza abbinata al gin per l’aperitivo pomeridiano. A cena, con i consigli di Maria Grazia, direttore di sala, sommelier e compagna di Vincenzo, si può mangiare pizza abbinata al vino. Grande attenzione è puntata anche sulla pasticceria, i dessert infatti sono tutti preparati in casa. In cucina, oltre a preparare pizze, Emanuele crea anche i dolci, dai classici rivisitati ad arte, a quelli d’ispirazione francese, con a fianco la fidanzata Sara, che continua il percorso per diventare chef.

Andrea Bignardi

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