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Perchè Edoardo Vianello voleva cantare sempre prima di Little Tony: l’inattesa verità

Edoardo VianelliLittle Tony hanno avuto una stretta e longeva amicizia. Il cantante di Abronzatissima, però, ha rivelato di aver sempre voluto cantare prima del collega.

Una bellissima amicizia

Tra Edoardo Vianello e Little Tony è esistita una bellissima amicizia, alimentata anche dal fatto che i due cantanti abitavano nello stesso quartiere e erano quasi coetanei. Vianello ha ricordato alcuni momenti trascorsi insieme, in particolare gli spettacoli di arte varia in cui entrambi si esibivano. In modo scherzoso, ha rivelato che si preoccupava sempre di cantare prima di Little Tony, altrimenti gli spettacoli si prolungavano fino a tarda notte e alla fine suonava solo lui.

La peculiarità di Little Tony

Orietta Berti, ospite insieme a Bobby Solo nella trasmissione di Rai1 dedicata al ricordo di Little Tony, ha confermato questa caratteristica peculiare del cantante scomparso. Anche Bobby Solo ha ricordato che Little Tony amava esibirsi per ultimo. Durante la trasmissione, Vianello ha avuto l’opportunità di esibirsi in studio con alcuni dei maggiori successi di Little Tony e suoi.

Edoardo Vianello e le sue opinioni

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Edoardo Vianello è stato ospite della trasmissione “Domenica In” su Rai1, un contenitore dedicato alle interviste e ai racconti dei personaggi del panorama dello spettacolo. Durante un’intervista, Vianello ha espresso perplessità riguardo al modo di esprimersi delle nuove generazioni, che hanno eliminato termini come “negro” dal loro vocabolario. Questo termine, invece, era presente nel testo della sua canzone più famosa, “I Watussi”. Vianello ha ammesso di infastidirsi quando sente modificare il testo della sua canzone, sostituendo “negri” con “neri”. Ha specificato, però, che se dovesse riscriverla oggi, si atterrebbe comunque alle nuove norme del linguaggio.

Il razzismo e le parole

Vianello ha sottolineato che il razzismo non risiede nelle parole, ma nei gesti. Sostiene che non sia sufficiente pulirsi la coscienza cambiando una parola con un’altra. Ha affermato che molte persone africane non si sentono offese nell’essere chiamate “negri”. Se dovesse riscrivere la canzone oggi, rispetterebbe il linguaggio comune del momento, ma ha ribadito che il punto fondamentale è la lotta contro il razzismo attraverso le azioni concrete.

Gervasio Mollica

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