Categories: Cronaca

Praiano. La luminaria di San Domenico nel Patrimonio Immateriale della Regione Campania

Non solo i canti dei battenti di Minori, ma anche la Luminaria di San Domenico di Praiano è parte dell’Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania, che sarà presentato in occasione della Prima Rassegna ad esso dedicata, in programma da oggi al 3 Dicembre al Next di Capaccio Paestum.

Ancora una volta un importante motivo di soddisfazione per l’ormai consolidata manifestazione che illumina e rende ancor più suggestiva l’atmosfera dell’Antica Plagianum, fortemente voluta dal compianto consigliere comunale Gennaro Amendola, scenografo e fondatore dell’Associazione Pelagos che tanto ha contribuito durante la sua vita allo sviluppo dell’iniziativa che rende nota Praiano in Italia e nel mondo.

98 sono le realtà complessivamente iscritte all’Inventario del Patrimonio Immateriale: per conoscerle meglio sarà possibile visitare il sito www.patrimonioimmaterialecampano.it.

In ordine di apparizione, vi saranno, nel corso dell’esposizione al Next, A’ Mascarata di Serino, il Carro Trionfale dell’Immacolata di Torre del Greco, la Festa di Sant’Antuono Abate a Macerata Campania, la Madonna delle Galline di Pagani , la Luminaria di San Domenico di Praiano ed i Carri Artistici del Grano di S.Marco dei Cavoti.

Le origini della manifestazione sono sospese tra il rinnovarsi della tradizione popolare, ad un racconto con le radici nella storia ed il fascino della leggenda: mentre Giovanna era in attesa di Domenico, una notte sognò di portare nel grembo un cane, che poi fuggì da lei tenendo tra i denti una torcia accesa. La madrina invece vide il futuro figlioccio con una stella sulla fronte.

Una narrazione, quest’ultima, che come tutti quelli di radice paleocristiana, ha un forte simbolismo.

Il cane simboleggiava la fedeltà e la torcia l’ardore della carità con la quale San Domenico avrebbe incendiato il mondo, mentre la stella significava lo splendore della verità con cui il nascituro avrebbe rischiarato le menti offuscate dall’errore. Il cane, la torcia e la stella divennero così i simboli di San Domenico e dei frati dell’ordine da lui fondato.

 

Andrea Bignardi

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