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Leonardo da Vinci aveva un laboratorio di paleontologia sugli Appennini

Uno dei più famosi scienziati e ricercatori della storia, Leonardo da Vinci, comincia ad essere noto anche per essere stato uno degli iniziatori dello studio dei fossili. Infatti il paleontologo Andrea Baucon dell’Università di Genova ha coordinato uno studio che è riuscito a comprendere dove si trovasse il laboratorio paleontologico proprio di Leonardo. Studi affascinanti quelli sui fossili, che da sempre colpiscono l’immaginazione dei più e suscitano l’interesse di molti, perché ci possono rivelare molto del passato del nostro pianeta.

Dove si trovava il laboratorio di Leonardo da Vinci

In particolare, attraverso un confronto specifico, i ricercatori sono riusciti a capire che il laboratorio paleontologico di Leonardo da Vinci si trovava sugli Appennini, vicino a Piacenza, nel territorio della città di Castell’Arquato.

Secondo i risultati della ricerca, che sono stati pubblicati anche dalla rivista Rips, era proprio in questo sito che Leonardo si dedicava a studiare i fossili di animali e piante. Il noto scienziato e inventore si rifaceva a delle teorie tratte dalle epoche passate per analizzare i resti presenti nell’ambiente degli Appennini.

In particolare Andrea Baucon ha scoperto un passo degli scritti di Leonardo che descrive le tracce fossilizzate di animali vissuti molto tempo fa e che sono noti con il nome di icnofossili.

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La possibilità di considerare la biodiversità

Gli studi sulla collocazione del laboratorio paleontologico di Leonardo ci danno la possibilità di scoprirne di più sulla biodiversità dell’ecosistema dell’Appennino nel periodo di tempo che va da 50 a 70 milioni di anni fa.

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L’Appennino piacentino a quel tempo era interessato dalla presenza di correnti che riuscivano a trasportare dalla profondità delle acque diversi tipi di sedimenti. In base a queste prove e alle tracce rinvenute, gli studiosi possono fare delle ipotesi più precise anche a livello biologico, oltre che paleontologico.

Gianluca Rini

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