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La sindrome della testa esplosiva, un’incredibile sensazione che hanno in tanti senza saperlo

Si chiama sindrome della testa che scoppia ed è davvero molto fastidiosa, quando si prova questa sensazione. A differenza di quanto si possa pensare, non è così rara, visto che gli esperti, effettuando uno studio, hanno visto che fra 7.000 utenti intervistati, più della metà era incorsa in questa condizione. Lo studio è stato compiuto nel 2020 e, secondo gli scienziati, i casi potrebbero essere molto ricorrenti. Ma in che cosa consiste la sindrome della testa esplosiva? Vediamo di saperne di più a questo proposito.

Che cos’è la sindrome della testa che esplode

La sindrome della testa che esplode è uno specifico disturbo del sonno. Il sintomo principale della condizione consiste nel percepire forti rumori (che ovviamente non esistono nella realtà) prima di addormentarsi oppure quando ci si risveglia.

È un effetto che a volte può avere conseguenze devastanti soprattutto a livello psicologico. Infatti per esempio ci sono delle persone che attraversano dei veri e propri shock sensoriali.

Percepiscono questi rumori come se fossero provocati dallo scorrere dell’elettricità statica. Poi sentono dei forti scoppi. Alcuni credono di star incorrendo in un ictus, anche perché cominciano a vedere punti e macchie colorate.

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Perchè avviene lo shock

Già esempi di questa sindrome appaiono in letteratura scientifica fin dal 1870. In realtà non ci sono molti studi su questo fenomeno, ma sappiamo che, nel momento dell’addormentamento, una parte del nostro cervello inizia a fermare la nostra capacità di muoverci, di vedere e di ascoltare.

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Probabilmente tutti gli effetti particolari che abbiamo descritto accadono perché questo processo avviene in ritardo. Ci sarebbe in particolare un coinvolgimento di quella parte del cervello che si chiama formazione reticolare del tronco cerebrale, che, in questa specifica condizione, non riesce a spegnere i neuroni che stanno alla base delle nostre capacità uditive.

Si ritiene che soffrire di disturbi del sonno o essere affetti da ansia forte potrebbero rappresentare dei fattori scatenanti.

Gianluca Rini

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