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Hachiko: storia vera e cause della morte del cane più fedele della storia

Questa sera andrà in onda un bellissimo film che sicuramente riuscirà a far scendere qualche lacrima anche ai meno sensibili. Stiamo parlando di Hachiko. Ecco la storia vera e la trama del film.

Hachiko la storia del film

Ronnie è un bambino che decide di raccontare ai suoi compagni di classe la storia del nonno e del suo cane Hachi. Parker Wilson era un giovane insegnante di musica che spesso viaggiava per lavoro. Una sera l’uomo trova un cucciolo di Akita abbandonato e decide di adottarlo. Tra i due nasce un rapporto speciale, anche se inizialmente la moglie del professore non vede il cane di buon occhio.

Un giorno il cane si allontana ed entrambi i coniugi cadono nello sconforto, anche se poco dopo ritrovano il loro amico a quattro zampe. Achi e Parker trascorrono la loro giornata sempre insieme, tanto che il cane accompagna il padrone alla stazione e poi lo va a riprendere ogni giorno.

Una mattina Hachi si mostra particolarmente irrequieto e fa di tutto per evitare che il padrone vada a lavoro. Parker però decide di ignorare il volere del cane e purtroppo quando arriva a scuola muore a seguito di un malore.

Hachi allora, va a vivere con la figlia del professore e la sua famiglia, ma ogni volta scappa e va alla stazione ad aspettare il suo padrone. Il cane farà così ogni giorno, fino a quando si ricongiungerà al suo adorato padrone.

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La storia vera di Hachiko

Le vicende raccontate in Hachiko sono ispirate ad una storia estremamente toccante accaduta realmente. Tutto prende come riferimento un cane che si chiamava Hachy che in giapponese significava per l’appunto Otto.

Il cane in questione accompagnava il suo padrone alla stazione tutti i giorni e poi tornava a casa. Quando il padrone tornava dal lavoro andava a riprenderlo, in quanto erano inseparabili. Purtroppo il suo amico umano morì a seguito di un ictus.

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Hachy, nonostante tutto, ha continuato a recarsi in stazione ogni giorno fino a quando ha deciso di stabilirsi in pianta stabile in un piccolo spiazzo nei pressi dei binari. Ogni giorno sperava di vedere il padrone arrivare, ma questo non è mai successo.

Tutto questo è andato avanti per altri 10 anni, fino a quando anche il cane è morto. Tutti si sono affezionati alla sua figura ed è per questo che nel posto in cui era solito recarsi è stata innalzata una statua volta a celebrare la grande fedeltà di questo cane.

Fonte: clohill

 

Alice Oliva

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