Mariangela Melato è stata attrice conosciutissima e molto amata. Scomparsa all’età di 71 anni nel 2013.
Mariangela Melato ha dovuto affrontare una delle sfide più grandi della sua vita: un cancro al pancreas. Nonostante la gravità della situazione, l’attrice ha reagito con determinazione, sottoponendosi ad un intervento chirurgico che è risultato un successo.
La sorella Anna ha condiviso con il pubblico come Mariangela avesse affrontato la situazione con coraggio: “si era ripresa benissimo, con la sua solita forza carattere. Dopo essere stata sottoposta a un intervento chirurgico durato dodici ore, aveva voglia di ricominciare subito a lavorare, perché amava immensamente recitare”.
La passione di Mariangela per la recitazione era tale che, anche dopo l’intervento, desiderava tornare sul palcoscenico. Non solo per la sua passione personale, ma anche per tutte le persone coinvolte nel mondo del teatro.
Anna ha rivelato quanto Mariangela fosse attaccata al suo mestiere e a tutte le persone che facevano parte di quel mondo: “Si sentiva responsabile della sarta che lavorava in teatro, degli elettricisti, di tutti. ‘Senza di me chi darà loro da mangiare?’, ripeteva nel letto d’ospedale”. E nonostante le sfide di salute, la Melato era determinata a tornare sul palcoscenico, progettando il suo debutto con il regista Gabriele Lavia in “Il giardino dei ciliegi”.
Purtroppo, la sua battaglia contro il cancro non era ancora finita. Nonostante l’intervento avesse avuto successo, la malattia è tornata con maggiore intensità. La sorella Anna ha descritto con emozione i momenti finali della vita dell’attrice: “Negli ultimi due giorni, prima di andarsene, mi ripeteva: ‘Anna, mi sento stanca, molto stanca’. E non mi parlava più del debutto. Un brutto segno. Come se quella prostrazione, più mentale che fisica, le avesse fatto perdere tutto l’entusiasmo di cui era piena”.
Oggi, Mariangela Melato vive nei ricordi dei suoi cari e dei suoi fan. Anna conserva con amore le ceneri della sorella nella sua casa, esattamente dove Mariangela desiderava essere: “Conservo l’urna con le ceneri di Mariangela nello studio dei miei due figli, di ventidue e sedici anni. Proprio su uno scaffale di una libreria piena di volumi, che mia sorella consultava tutte le volte che veniva a trovarmi a casa”.
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