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Tra i più grandi imprenditori della storia italiana rientra sicuramente Gianni Agnelli. Scopriamo qualche dettaglio relativo alla sua vita privata lavorativa e sulle cause della morte.
Giovanni Agnelli nasce a Torino nel 1921 da Edoardo e Virginia Borbon del Monte. Suo nonno aveva fondato la Fiat. L’infanzia di Giovanni non è delle più facili in quanto a soli 14 anni perde il padre ed è per questo che dovette crescere più in fretta del dovuto. I suoi atteggiamenti furono sempre molto altolocati in quanto appartenente ad una delle famiglie più ricche del Piemonte.
Gianni ha frequentato il liceo classico Massimo D’Azeglio e successivamente effettuò un viaggio in America per assaporare il clima di nuova cultura che si respirava all’estero. Ha poi combattuto presso il primo reggimento Nizza Cavalleria e partecipato a diverse spedizioni militari in giro per il mondo. Negli Anni 40 riesce a laurearsi in giurisprudenza e successivamente si arruola nuovamente, anche se dovrà ritirarsi a seguito di un’importante frattura alla gamba destra. A soli 25 anni incomincia ad avere successo nel mondo del lavoro, diventando un grande esponente per la Juventus e relazionandosi con partiti politici molto importanti. Successivamente è diventato il Presidente della Fiat, posizione che ha ricoperto per moltissimo tempo. Per un breve periodo si dedicò anche a molte altre aziende fra cui la Juventus stessa e si avvicinò alla politica.
Gianni Agnelli ha avuto diverse relazioni tra cui ricordiamo Dalila di Lazzaro, Jacqueline Kennedy e da Anita Ekberg. Per molto tempo queste relazioni furono tenute e nascoste e molte di queste vennero rivelate solo alla morte dell’uomo. Convolò però a nozze con Marella Caracciolo dei Principi di Castagneto, con la quale ebbe i figli Margherita ed Edoardo.
Per quanto riguarda la morte di Gianni Agnelli invece, questa si è verificata il 24 gennaio 2003 quando l’uomo aveva da poco compiuto 81 anni. Il motivo fu un cancro maligno alla prostata, i funerali si sono tenuti presso il Duomo di Torino mentre la camera ardente è stata allestita presso la Pinacoteca del Lingotto della città. Purtroppo l’uomo aveva a lungo lottato contro questa malattia, che nonostante le cure non gli ha lasciato alcuno scampo. L’uomo è stato poi tumolato nella cappella di famiglia presso il cimitero di Villar Perosa.
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