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Chi è nella realtà John Harrison allenatore correre per ricominciare: storia vera

Alex Kendrick ha raggiunto un notevole successo con il film del 2019 Correre per ricominciare.

La storia è molto toccante, poiché parla delle difficoltà legate al mondo della malattia e al sollievo che la fede può donare.

Chi è Alex Kendrick?

Alex Kendrick è il regista del film Correre per ricominciare che, per l’occasione ha deciso di ritagliarsi una parte molto importante nella pellicola.

L’uomo presta il volto all’allenatore John Harrison, il cui ruolo è a dir poco centrale per tutta la trama del film.

Kendrick, che attualmente ha quasi 42 anni, ha diretto diverse pellicole nel corso della sua vita, ma ricorda questa come un vero successo personale.

Il personaggio di John Harrison

John Harrison è un uomo che decide di iniziare una nuova vita quando viene licenziato dal suo vecchio lavoro.

Ha subito diverse perdite e deve trovare un’ancora di salvezza per non lasciarsi sopraffare dalle avversità della vita.

L’uomo diventa il coach di un liceo americano dove conosce Hannah Scott, una ragazza che ama la corsa ma che non può gareggiare per via dell’asma.

L’uomo prende molto seriamente la questione della giovane e vuole proporle degli allenamenti che possano valorizzarne le prestazioni.

L’uomo riceverà un supporto molto prezioso da un malato terminale di nome Thomas il quale, essendo un ex sportivo, saprà suggerire al coach come allenare la ragazza.

Leggi anche: Chi è nella realtà Hannah Scott protagonista di Correre per ricominciare: storia vera

Alla fine del film si scoprirà che Thomas è il padre naturale di Hannah.

Il ruolo del coach quindi, viene visto non solo come un preparatore sportivo, ma anche come un collante tra padre e figlia.

Leggi anche: Correre per ricominciare, chi è nella realtà Thomas Hill, il padre di Hannah: storia vera

Sicuramente questa parte rimarrà per sempre una dei migliori ruoli ricoperti da Kendrick.

La pellicola fa chiari riferimenti anche alla fede.

Fa capire infatti come i malati terminali, non avendo altre speranze, si appoggino alla religione per alleviare le proprie pene.

La fede può dare speranza anche quando sembra non esistere una via d’uscita.

Alice Oliva

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