Franco Mottola, un nome che ha fatto notizia nel corso degli anni per il suo presunto coinvolgimento nel caso di Serena Mollicone. Ma chi è realmente Franco Mottola? Cosa sappiamo della sua vita, della sua famiglia e del suo ruolo nel caso di Serena Mollicone?
Franco Mottola, originario di Teano, è un maresciallo dei Carabinieri. Prima di diventare noto per il suo coinvolgimento nel caso Mollicone, Mottola ha prestato servizio presso la Caserma dei Carabinieri di Arce, di cui era Comandante il 1° giugno 2001. Questa è la data in cui la giovane Serena Mollicone, di appena 18 anni, fu uccisa proprio all’interno della Caserma.
Franco Mottola, insieme alla moglie Anna Maria e al figlio Marco, è stato accusato di omicidio ed occultamento di cadavere. Dopo la requisitoria della Procura, sono stati richiesti per lui 30 anni di reclusione, 24 per il figlio Marco e 21 anni per la moglie Anna Maria.
“Siamo innocenti, questo non cambia,” ha dichiarato Mottola in seguito alla requisitoria, negando ogni accusa rivolta a lui e alla sua famiglia.
Nel corso delle indagini, Mottola è stato accusato di aver cercato di depistare le indagini per coprire il figlio Marco. Secondo la Procura, Mottola avrebbe agito in vari modi per deviare l’attenzione dal figlio, inclusa la non registrazione di una segnalazione per droga a carico di Marco.
Secondo le accuse, Mottola avrebbe operato depistaggi “anomali su scala mondiale”, cercando di indagare su se stesso per deviare le indagini. Dopo l’omicidio di Serena, avrebbe procurato un alibi al figlio e sarebbe tornato in caserma, uscendo poco dopo per un ordine rivelatosi poi falso.
Un altro tentativo di depistaggio è stato l’aver diramato una segnalazione per cercare un’automobile Lancia Y rossa, anziché bianca come quella di suo figlio. Questo ha permesso a Mottola di assicurarsi le indagini alla caserma di Arce, anche se queste avrebbero dovuto spettare alla caserma di Isola dei Liri.
Secondo la Procura, Mottola avrebbe lasciato morire Serena Mollicone, che avrebbe potuto essere salvata se avesse ricevuto tempestivamente aiuto. Insieme alla moglie, avrebbe trasportato il corpo di Serena nel bosco dell’Anitrella, dove è stato poi ritrovato.
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