Cronaca

Chi è Adriana Faranda rapitrice Aldo Moro: età, storia vera e cosa fa oggi

Adriana Faranda è una delle rapitrici del nostro amato e compianto Aldo Moro che ha contribuito a tenerlo prigioniero per ben cinquantacinque giorni, prima di venire assassinato. Cosa sappiamo di lei?

Adriana Faranda, qualcosa di lei

Adriana Faranda nasce nel 1950, più precisamente il 7 di agosto a Tortorici. La donna è conosciuta per essere stata un’esponente delle Brigate Rosse e di aver partecipato al rapimento di Aldo Moro. Per diverso tempo aveva militato in alcuni gruppi minori di lotta armata attivi nella capitale per poi entrate nelle BR insieme al suo compagno del tempo Valerio Morucci. Ci troviamo nell’estate del 1976.

Adriana frequenta l’Università ed è una donna molto colta che ben preso approfondisce il suo interesse per la politica. Nel 1970 si sposa con Luigi Rosati e con il quale ha una figlia femmina chiamata Alexsandra.

Tre anni dopo conosce Valerio Morucci che diventerà il suo nuovo compagno e con il quale entra nelle Brigate Rosse. Prese parte al rapimento di Aldo Moro il cui ruolo era quello della “postina”. Ad un certo punto però volle lasciare il gruppo e si oppose fermamente alla decisione di assassinarlo, ma purtroppo vi era la maggioranza e dovette accettare la decisione dell’organizzazione.

Dopo la morte di Moro, Faranda e il suo compagno uscirono dal gruppo e pensava di averla scampata. Peccato però che venne riconosciuta mentre comprava i tre berrettini utilizzati per l’agguato e venne arrestata nel 1979, il 29 maggio, a Roma. Nel 1994 uscì con la libertà condizionale e in carcere scrive un libro in cui racconta la sua vita dopo essere stata arrestata.

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L’incontro tra Adriana Faranda e Agnese Moro, una delle figlie di Aldo

Adriana Faranda viene scarcerata nel 1994 a seguito di sgravi di pena e venne rilasciata sulla libertà condizionale. Una delle figlie di Aldo Moro, Agnese, da molti anni incontra colei che ha contruibuito al rapimento del padre.

La donna però ha sempre ammesso questo particolare, ma si è sempre dichiarata innocente per quanto riguarda l’omicidio. Infatti, lei e il compagno del tempo Valerio si erano opposti alla decisione, ma la maggioranza vinse.

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Le due donne stanno seguendo quello che viene definito il percorso della giustizia “riparativa” che consiste nell’incontro tra vittime e carnefici, affinchè entrambe le parti possano superare il dolore e le varie difficoltà.

Manuela Bortolotto

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