Sono state 612 i terremoti registrati dai sismografi nel solo marzo nella zona dei Campi Flegrei. Il numero è stato diffuso nei giorni scorsi dal bollettino di sorveglianza dall’Osservatorio Vesuviano. Oltre la metà di questi non sono stati avvertiti. Il dettaglio.
L’ultima scossa ha preso forma lo scorso lunedì di Pasquetta. All’alba un terremoto di magnitudo 2,7 ha investito l’area dei Campi Flegrei a una profondità di appena 3 chilometri. Il sisma è stato lievemente avvertito dalla popolazione ma non ha causato danni a cose o persone.
A rilevarla il monitoraggio dell’Ingv. Gli abitanti dei quartieri flegrei di Napoli – Bagnoli, Pianura, Fuorigrotta, Soccavo – e dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, e Quarto sono ormai abituati a questo particolare tipo di fenomeno.
Si tratterebbe di movimenti rientranti nel normale fenomeno del bradisismo che caratterizza la zona, per quanto riguarda i Campi Flegrei e, dunque, in quanto tali, non particolarmente allarmanti. Stessa situazione vale per il Vesuvio, dove – non di rado – sono registrate scosse di terremoto di piccola o piccolissima entità, che, in ogni caso, rientrerebbero rientranti nella normale attività del vulcano.
Il 9 marzo scorso due scosse di bassa intensità erano state rilevate a Pozzuoli, in zona Campi Flegrei. La più forte aveva magnitudo di 2.2.
Il 14 marzo, invece, tre scosse di terremoto a brevissima distanza l’una dall’altra si sono verificate, rispettivamente, nell’area del Vesuvio ed in quella dei Campi Flegrei.
La prima scossa si è verificata alle 22:12: è avvenuta in zona Vesuvio ed è stata di magnitudo 2.1. La stessa è stata seguita da altre due localizzate nel cuore dei Campi Flegrei: una di magnitudo 2.8 alle 23:40 e l’altra di magnitudo 1.4 alle 23.41. Due scosse ravvicinate, dunque, nel caso dei Campi Flegrei, a distanza di appena un minuto. Il fenomeno ha allarmato la cittadinanza al punto da spingere il Sindaco a discutere sul tema. Leggi qui l’approfondimento.
A marzo sono state in totale 612 le scosse registrate dai sismografi. Numeri importanti ma, come detto, la maggior parte di queste (il 55%) non sono state udite dalla popolazione. A destare scalpore è però il numero complessivo, dato che nell’arco degli ultimi 12 mesi erano state registrate appena 3451 scosse.
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