Territorio

Atrani, balneabili le acque della Spiaggia / Il commento dell’ente

Un’ottima notizia a ridosso delle festività pasquali, che apre nel migliore dei modi la stagione estiva. Le acque antistanti la spiaggia di Atrani sono perfettamente balneabili. Lo dicono i risultati degli ultimi prelievi dell’Arpac, a conferma della bontà dei puntuali interventi messi in atto negli ultimi anni per garantire a residenti e turisti la massima sicurezza nella fruizione dello specchio d’acqua che lambisce il borgo.

Negli anni l’area è stata messa sotto la lente d’ingrandimento. Dal 2014, anno in cui si sono iniziati gli interventi di risanamento dopo la classificazione di “acque vietate alla balneazione” del 2009, il monitoraggio è stato continuo. Le campionature effettuate dall’Arpac hanno costantemente dato esiti positivi (fatta eccezione per qualche prelievo effettuato subito dopo eventi di pioggia, con sversamenti accidentali di fango in mare). È il caso del 2021, quando il Sindaco interdì la balneazione a seguito di alcune criticità: leggi qui l’approfondimento.

Questo il commento dell’Amministrazione Laderchi sulla questione: “Il lavoro che abbiamo testardamente portato avanti in questi anni sta premiando i nostri sforzi”. “Raggiungere il livello di classificazione buono per le nostre acque di balneazione è un risultato che ci motiva a continuare la strada intrapresa nel 2014. Tra questi, i massicci interventi dell’Ausino relativi alla pulizia costante dell’impianto di trattamento primario, alla disostruzione puntuale dell’imbocco della condotta sottomarina ed al al ripristino ed alla manutenzione delle funzionalità del sistema di paratoie che indirizzano i reflui nella vasca su piazzale Marinella”.

Oggi riprendono i nuovi prelievi dell’Arpac. La mission è garantire una stagione balneare senza rischi sanitari. Ad Atrani, come nel resto della Costa d’Amalfi, sono stati registrati risultati eccellenti. Unica criticità a Ravello, presso la spiaggia della Marmorata classificata ormai da anni come scarsa dall’Arpac.

Su ciascuna delle 328 acque di balneazione, i Dipartimenti provinciali costieri eseguiranno, nel rispetto del calendario regionale, prelievi di acqua di mare in punti prefissati. Dove, generalmente, si prevede il maggior afflusso di bagnanti e in aree a presumibile rischio di inquinamento. Leggi qui l’approfondimento.

Matteo Maiorano

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