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Arriva la tecnologia che permette di decifrare il pianto dei neonati

Cosa vuole dirci un neonato con il suo pianto? Anche se si è i migliori genitori di questo mondo, a volte diventa veramente difficile riuscire a comprendere fino in fondo le esigenze di un bambino che è nato da poco. Sicuramente il bambino nella prima fase della vita comunica attraverso pianti e versi di diverso genere, che andrebbero decifrati correttamente, per capire di cosa il piccolo abbia necessità. Se ti stai chiedendo come fare per interpretare correttamente il pianto del bambino, potresti fare affidamento su una nuova tecnologia che arriverà prima dell’estate.

In cosa consiste la nuova sperimentazione tecnologica

Una start up svizzera ha annunciato che presto sarà messo in commercio un nuovo sistema software basato su un’intelligenza artificiale che aiuterà gli adulti a decifrare il pianto del bebè.

Il sistema di funzionamento di questo meccanismo intelligente è davvero meraviglioso, perché è in grado di riconoscere il pianto del bambino, di ascoltarne il suono e di fornire una perfetta traduzione. Sarebbe come un’interpretazione di quello che si può considerare a tutti gli effetti un linguaggio universale usato dai neonati.

Gli esperti sono convinti che grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile riuscire a capirne di più sulle esigenze del bambino attraverso l’ascolto dell’audio prodotto dai pianti.

La sperimentazione è durata negli anni attraverso la raccolta sistematica di dati, per arrivare poi a mettere a punto questo sistema.

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L’intelligenza artificiale sostituirà i genitori?

Molti rimangono comunque perplessi su questo sistema. In effetti c’è da chiedersi se in un futuro prossimo i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero sostituire perfino i genitori.

Ma non c’è pericolo in questo senso, perché gli stessi ricercatori sottolineano che il ruolo del genitore è fondamentale e che non può essere affatto sostituito da sistemi tecnologici.

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Certo la nostra società si evolve e se la tecnologia può aiutarci a migliorare la nostra vita quotidiana, come nel caso della comprensione dei linguaggi dei neonati, non potremmo che esserne contenti, anche se non si deve mai cadere nell’esagerazione.

Gianluca Rini

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