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A che ora dovresti cenare per ridurre il rischio di ictus? Ecco la verità

Lo stile di vita e l’alimentazione sana sono fondamentali per rimanere in salute. Infatti varie ricerche scientifiche insistono sul fatto che bisognerebbe nutrirsi in maniera equilibrata e rispettare certi orari per non incorrere in alcune patologie, fra le quali il diabete e l’ipercolesterolemia. Questi problemi possono rivelarsi non indifferenti, perché aumentano il rischio di incorrere in conseguenze più gravi, come per esempio l’infarto e l’ictus.

Una recente ricerca svolta in Giappone, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nutrients, tra l’altro ha trovato una correlazione tra l’ora in cui si cena e la maggiore probabilità di incorrere nel rischio di ictus. Secondo i ricercatori, sarebbe importante stabilire degli orari ben precisi per la cena, perché il rischio di ictus potrebbe essere collegato proprio con l’ora della cena.

Come è stata svolta la ricerca

Nella ricerca sono stati coinvolti circa 28.000 uomini e circa 43.000 donne, tutti di età compresa tra i 40 e i 79 anni. I volontari sono stati divisi in tre gruppi. Nel primo sono stati inseriti coloro che cenavano prima delle 20. Nel secondo sono stati compresi tutti coloro che mangiavano a orari diversi nel corso della settimana. Nel terzo gruppo, infine, sono stati inseriti i volontari che mangiavano di solito dopo le 20.

L’obiettivo era quello di vedere se esista una correlazione fra l’orario della cena e il rischio di ictus e comunque in generale il rischio di patologie legate ad un malfunzionamento del sistema cardiovascolare. Per questo i volontari sono stati sottoposti a molti esami e analisi per verificare il loro stato di salute.

Poi sono stati monitorati nel corso del tempo. È risultato evidente che non c’era una correlazione tra l’ora della cena e le malattie coronariche, ma diverso è stato il discorso per quanto riguarda il rischio di ictus emorragico.

A che ora si dovrebbe cenare

Per ridurre il rischio di ictus si dovrebbe mangiare prima delle 20. Questa è stata la conclusione a cui sono giunti gli esperti. Naturalmente ci sono molte altre condizioni da rispettare, come evitare il fumo, il sovrappeso, la sedentarietà, l’elevato consumo di alcol e concedersi un’alimentazione corretta.

In questo modo si riduce il principale fattore di pericolo per l’ictus, che è rappresentato dall’ipertensione. Infatti la pressione alta indebolisce le arterie del cervello e queste possono predisporsi ad una rottura. L’ictus emorragico, condizione nota anche come emorragia cerebrale, è causato da una rottura delle arterie cerebrali.

Gianluca Rini

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