Territorio

Vietri sul Mare, scuola Dragonea: cambia il direttore dei lavori

Interventi di adeguamento sismico e di riqualificazione energetica della scuola primaria di Dragonea, frazione di Vietri sul Mare, in ritardo e con una nuova guida. Il direttore dei lavori, l’architetto Gennaro Torre, ha rassegnato le sue dimissioni nello scorso mese di aprile. L’ente comunale, guidato dal sindaco Giovanni De Simone, ha avviato le procedure individuando il nuovo responsabile nell’architetto Felice Califano.

Gli studenti della piccola frazione del paese costiero attendono l’ultimazione degli interventi ormai da tre anni ma dovranno arrendersi all’idea che ancora per diversi mesi dovranno fare a meno del plesso scolastico della frazione nella quale vivono.

I giovani studenti sono costretti ad alzarsi molto presto al mattino per raggiungere Raito dove seguono le lezioni per poi fare ritorno a casa, con inevitabili ripercussioni sulla quotidianità delle famiglie e dei bambini stessi. I lavori di adeguamento sismico e di riqualificazione energetica sono necessari per restituire agli studenti una scuola più sicura ed efficiente.

Sulla questione, nei giorni scorsi, è intervenuto il Comitato Civico Dragonea che ha denunciato la situazione cercando di accendere i riflettori su un tema molto delicato quanto sentito nel paese “porta” della Costiera Amalfitana.

La pandemia è solo una scusante – scrivono i componenti del comitato – e se ad essere oggetto di ristrutturazione fosse stata una scuola elementare di Vietri? Forse, sarebbe stata dedicata un’attenzione diversa e magari riaperta già da diverso tempo a differenza della nostra“.

Il sindaco, attraverso una nota ha replicato spiegando i motivi dei ritardi. I lavori prevedevano un rafforzamento del plesso per dare la possibilità di renderlo antisismico.

La vera sorpresa è stata trovare le colonne portanti, fatte in cemento armato agli inizi degli anni sessanta, completamente usurate e “mangiate” quasi dimezzate ed alcune ad un quarto di quello che dovevano essere, quindi, oltre al fermo di quasi sei mesi dovuti al covid – conclude De Simone – si sono registrati disagi e aumento dei tempi di lavoro, per mettere in sicurezza l’edificio, in molti casi dovendo rifare quasi d’accapo, senza poterlo abbattere, cosa non consentita dal PUT, l’edificio“.

Redazione Web

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