Lo sfusato amalfitano protagonista di una ricerca scientifica svolta dal prof. Luigi Lucino dell’Università Cattolica di Milano (sede di Piacenza): un’iniziativa, quest’ultima, svolta su impulso di Confagricoltura. La presentazione dei risultati avverrà giovedì a partire dalle 10 presso l’aula consiliare di Vietri Sul Mare.
Saranno definiti i marcatori che determinano una vera e propria impronta chimica che identifica lo sfusato amalfitano differenziandolo da tutti gli altri limoni presenti sul mercato. Saranno presenti i produttori e, in videoconferenza, il professor Lucino, che illustrerà gli esiti del suo studio scientifico.
Per l’occasione sarà presentato da Confagricoltura anche un altro progetto relativo alla tracciabilità che alcune aziende della Costa d’Amalfi produttrici di limoni attueranno a difesa del consumatore.0
Lo sfusato è uno degli elementi emblematici della Costa d’Amalfi, proprio come l’agricoltura eroica che è alla base della sua coltivazione che necessita di continue attenzioni. Sotto una spessa scorza giallo-chiaro, si caratterizza per una polpa tenera ed un interno dolce e succoso. E’ un frutto di eccellenza, particolarmente apprezzato anche all’estero.
E’ un agrume di mondo, un vero e proprio status symbol del territorio, ambasciatore certificato di un territorio patrimonio mondiale dell’Umanità.
Tra le peculiarità che lo contraddistinguono vi sono: il profumo intenso; la forma affusolata; la polpa succosa; la quasi totale assenza di semi. Risulta particolarmente ricco di vitamina C e oli essenziali.
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