Vicenda abitazione Afeltra: sul Corriere del Mezzogiorno lettera del sindaco di Amalfi

Ci sarebbe una denuncia anonima dietro la vicenda legata all’abitazione del grande giornalista amalfitano, Gaetano Afeltra, destinataria di un provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi per dei lavori effettuati oltre cinquant’anni fa.

Una vicenda di cui si è interessato anche il Corriere del Mezzogiorno a cui il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, ha affidato le proprie considerazioni contenute in una lettera pubblicata sull’edizione in edicola questa mattina. Lettera che parte dalla prima pagina e prosegue a pagina 10.

«Nel merito della vicenda edilizia ed urbanistica del caso Afeltra non ho nulla da dire – scrive Milano al CorrMezz – Non ne conosco esattamente i contorni ed i provvedimenti dell’Utc fanno seguito ad indagini disposte dalla Procura della Repubblica. Si tratta di una vicenda privata, ancorché riguardante un nostro illustre cittadino, per cui ogni intervento nel merito risulterebbe inevitabilmente indebito».

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«Farò qualche breve considerazione attorno al “caso” del faldone mancante – prosegue il primo cittadino di Amalfi – Mi rendo conto che è prassi chiamare in causa il sindaco o l’amministrazione su qualsiasi vicenda, incluse quelle in cui ne sono totalmente estranei (come questa). Lo è soprattutto per taluni oppositori che si aggrappano a tutto pur di provare a dare peso alla loro evanescenza».

«L’Archivio del Comune di Amalfi contiene migliaia di faldoni, spostati più e più volte nel corso di decenni all’interno della casa comunale – aggiunge Milano – Il faldone mancante è del 1967 (ovvero 52 anni fa) e conteneva ventiquattro pratiche, tra cui quella del caso di specie. Da allora – in qualunque momento-potrebbe essere stato “smarrito” o semplicemente «spostato» senza essere poi rimesso ordinatamente al suo posto. E ciò potrebbe essere accaduto, banalmente, anche nei 14 anni in cui i citati oppositori hanno guidato il Comune. Nessuno ha mai cristallizzato la consistenza dell’Archivio comunale (fatta eccezione per quello Storico) motivo per cui affermare che alcun documento sia mai andato perso in decenni è semplicemente una boutade».

«I titoli edilizi sono conservati presso gli enti e sono rilasciati in originale agli aventi causa. Auspico che possano essere ritrovati, nell’archivio del Comune o del privato, così da far piena luce sui contorni della vicenda ed a tutela di tutte le persone coinvolte. Infine, la stampa ha associato la nascita del problema al faldone mancante, mentre qualcuno ha detto che ne è la soluzione – conclude il sindaco di Amalfi – Sarebbe interessante sapere se chi ha vergato la denuncia anonima, da cui poi è originata l’indagine della Procura, sia qualcuno che si occupa di compravendite immobiliari».