Territorio

Viabilità e sicurezza stradale in Costiera Amalfitana: un 2023 tra speranze e problemi irrisolti

Speranze e problemi irrisolti: è il dualismo che ha contraddistinto il 2023 della viabilità in Costiera Amalfitana.

Più che in altri anni, i temi, strettamente connessi tra loro, della gestione del traffico e della sicurezza stradale sono finiti più volte all’attenzione della cittadinanza ma anche, e soprattutto, della cronaca. Che ha dovuto, troppo spesso, raccontare di incidenti stradali, spesso tragici come quello dell’8 Maggio scorso a Cigliano di Ravello, che ha visto la scomparsa del giovane driver di Agerola Nicola Fusco.

Episodio, quest’ultimo, che ha rappresentato la punta dell’iceberg di un lungo periodo di scarsa cura dell’arteria amalfitana e delle strade ad essa limitrofe che, eccezion fatta per il tratto che va dai Colli di San Pietro a Praiano nei primi anni ’90, non hanno goduto di un intervento strutturale di messa in sicurezza e riqualificazione, se non in tratti limitati ed in modalità chirurgica: tutti gli interventi eseguiti, anche nell’anno in corso, sono stati, per forza di cose, parziali.

I muretti di contenimento della Costiera Amalfitana non hanno un’altezza a norma, e, per di più, sono in condizioni strutturali sempre più precarie, come ha denunciato in più occasioni il Presidente dell’Associazione per la Tutela delle Vittime della Strada in Costiera Amalfitana Salvatore Gagliano.

“In decadenza”, reciterebbe una scritta emblematica ben visibile lungo la ex SS 366 a Vettica, poco dopo il bivio Pogerola-Positano comparsa pochi giorni dopo la tragica morte di Nicola, a esprimere chissà per quanti anni la rabbia, spesso inascoltata, della popolazione locale verso la mancata cura delle proprie strade, affidata ad organismi sovracomunali.

I sindaci, da parte loro, cercano di fare il possibile in rapporto ai limiti del proprio operato. A volte riuscendo egregiamente a prevenire potenziali situazioni critiche, come accaduto con la chiusura prudenziale dell’Amalfitana in seguito al cedimento dell’11 Novembre scorso al costone della Vagliendola.

Altre volte, senza poter fare nulla a fronte di un tragico destino già scritto: analizzarlo consente, però, di fare un passaggio verso l’altro grande tema che riguarda la viabilità in Costiera. Solo per un puro caso del destino il bus di cui era alla guida, precipitato in via Valle del Dragone, non aveva a bordo turisti. Sono proprio questi ultimi, specie nei mesi di punta della stagione turistica, quando giungono in Costiera in numeri eccessivi, ad essere gli “osservati speciali”.

Eppure i visitatori giornalieri, specie nei giorni festivi e negli orari diurni rappresentano, nei fatti, la goccia che fa traboccare il vaso dell’angusta strada costiera.

Sotto questo punto di vista, l’anno che sta per chiudersi ha lasciato una certezza: quella del sempre maggior interesse, da parte di tutte le istituzioni locali, a prescindere dalle forze politiche di appartenenza, dell’auspicata riforma del Codice della Strada che dovrebbe condurre, in tempi relativamente brevi, alla predisposizione di una Zona a Traffico Limitato Territoriale che coinvolga, in modalità tutte ancora da definire, i comuni il cui territorio ricade lungo il percorso della Strada Statale 163 Amalfitana.

L’auspicio di molti è che possa entrare in vigore entro il 2024: la sfida complessa sarà quella di garantire, al tempo stesso, riduzione dei flussi veicolari, tutela dei residenti (senza dimenticare i tantissimi lavoratori pendolari), ed accessibilità del territorio, anche tenendo conto delle differenze notevoli che i riscontrano quanto a volumi di traffico da un orario all’altro ma anche da una località all’altra della Divina. Considerando l’area nel suo complesso, infatti, il traffico che si rileva al Passo, a Capo d’Orso o a Tovere non è lo stesso che si registra tra Castiglione ed Amalfi centro, così come a Conca dei Marini i flussi veicolari non sono assimilabili a quelli della sempre gremita, di auto e di pedoni, Sponda di Positano.

Il potenziamento di vie del mare e trasporto pubblico, certamente, potrà avere un ruolo di primo piano per favorire forme di mobilità alternativa e decongestionare la Statale e le strade ad essa afferenti. Ma, oltre alla quantità, occorrerà agire anche sulla “qualità” dei flussi di veicoli che attraversano la rotabile, agendo in modo radicale nel contrasto agli eccessi di velocità che, purtroppo, sono perpetrati spesso senza alcun contrasto da parte di motociclisti, ed alla sosta selvaggia, che va a danno della fluidità del traffico.

E che, inevitabilmente, si ripercuote anche sull’immagine turistica, nonostante tutte le criticità, decisamente prestigiosa, dell’intero comprensorio. Con riflessi, indiretti ma inevitabili, sulla sua economia.

Andrea Bignardi

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