Tra le pagine di cronaca più tristi di sempre compare anche quella che riguarda la morte di Loris Stival. Il bambino è venuto a mancare diversi anni fa, ma il suo ricordo rimane vivo in tutti coloro che hanno appreso con estrema tristezza della sua dipartita. Ripercorriamo insieme la sua storia e cerchiamo di approfondire meglio il suo assassinio.
La storia relativa alla morte di Loris Stival viene ricordata anche come il delitto di Santa Croce Camerina. Parliamo di un infanticidio che si è verificato in provincia di Ragusa il 29 Novembre 2014 e che per l’appunto ha causato la morte di Loris Andrea Stival.
Tutto è iniziato verso le 13 del 29 Novembre quando la madre di Loris, Veronica Panarello, si presenta in caserma per sporgere denuncia in merito alla scomparsa del piccolo. La donna racconta alle forze dell’ordine di aver lasciato la casa e di aver accompagnato il bambino a scuola. Quando si è recata a riprenderlo però, le maestre le hanno comunicato di non aver mai visto il bambino in classe. Pare che nessuno abbia notato la sua presenza in cortile o nelle zone limitrofe alla scuola.
Proprio per questo motivo le forze locali e i Carabinieri avviano subito le ricerche. Verso le 16:00, un pensionato dichiara di aver visto il cadavere di un bambino nel canale del Mulino vecchio. La zona viene ispezionata nei minimi dettagli e purtroppo il cadavere ritrovato sarà proprio quello del piccolo Loris. Quando è morto il bambino aveva solamente 8 anni.
Le dinamiche di questo omicidio sono apparse strane fin da subito ed è per questo che gli inquirenti hanno indagato a lungo per cercare di far emergere la verità. Il corpo di Loris è stato sottoposto ai diversi esami autoptici, i quali avrebbero rivelato come causa della morte lo strangolamento.
Il bambino sarebbe stato ucciso verso le 8 del bambino tramite l’utilizzo di alcune fascette di plastica. Veronica Panarello ha quindi rivelato di aver dato delle fascette di questo tipo al bambino per farlo giocare. Fin da subito tutto questo ha scatenato grandi dubbi nelle forze dell’ordine.
Per non parlare poi di come Veronica si sia più volte contraddetta e di come, alla fine, lei sia stata identificata come l’assassina del figlio. Questa è la ragione per cui la donna è stata condannata a trent’anni di carcere per omicidio, nonostante una perizia psichiatrica abbia in parte attenuato la sua pena.
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