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Vallo di Diano: arrivati 60 uomini dell’esercito per presidiare i quattro comuni della zona rossa

Sono arrivati ieri nel Vallo di Diano 60 uomini dell’Esercito Italiano per presidiare la zona rossa dei quattro comuni che hanno registrato sino ad ora un alto numero di contagio da Coronavirus Covid-19.

I militari sono giunti nella tarda mattinata di ieri nei comuni zona rossa dallo scorso 15 marzo, per disposizione del Presidente della Regione Vincenzo De Luca, e sono presenti, nello specifico, ai varchi di ingresso di Atena Lucana, Caggiano, Polla e Sala Consilina.

I militari presidieranno anche gli svincoli della A2 di Polla, Atena Lucana e Sala Consilina. Nei giorni scorsi il comitato interprovinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, d’intesa con i ministeri competenti, aveva deciso l’impiego di 60 unità dell’esercito per i controlli anti-coronavirus in provincia di Salerno e di 40 unità nell’area metropolitana di Napoli.

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Come riporta la Repubblica di Napoli, per il sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, “i check-point dell’Esercito, insieme a quelli già attivati dalle forze dell’ordine, sono necessari per vigilare ancora di più la zona rossa”.

Cosa è successo nel Vallo di Diano

La chiusura dei quattro comuni é stata stabilitacon un’ordinanza (la n.18 del 15 marzo 2020) il Presidente Vincenzo De Luca, visto l’aumento dei contagi verificatosi in questi Comuni e i rischi persistenti nella zona.
“La decisione di mettere in quarantena i 4 Comuni a sud della provincia di Salerno è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un “predicatore” ed altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere – ha riferito De Luca-. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per 4 Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore. Ho dato mandato all’Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all’ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio. Nelle prossime ore, saremo se possibile, ancora più rigorosi di fronte a comportamenti irresponsabili, applicando le sanzioni previste, a cominciare da quanti hanno partecipato a queste iniziative.E in tutto questo prosegue senza soste il nostro lavoro per essere pronti ad affrontare l’emergenza dei prossimi giorni”.