Torna a Tramonti uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: il Corteo Storico, giunto alla sua quattordicesima edizione. L’iniziativa, ideata e promossa dal professor Domenico Taiani, segretario dell’Associazione Gete, punta a valorizzare un episodio cruciale della storia locale, risalente al 1460, quando la popolazione del luogo offrì rifugio a Re Ferrante d’Aragona dopo la sconfitta subita nella battaglia di Sarno.
L’evento si aprirà sabato 26 luglio con un convegno di carattere storico dal titolo “Aspetti storici e iconografici di Tramonti e del territorio circostante nel secolo XV: Costumi nel Regno di Napoli nell’età aragonese. Rinvenimento di un manoscritto sul francescanesimo in Costa d’Amalfi”. L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso la sala consiliare del Municipio, nella frazione Polvica.
Il programma prevede i saluti istituzionali del sindaco Domenico Amatruda e del presidente dell’Associazione Gete Antonio Giordano, seguiti dagli interventi della dottoressa Roberta Tramonti (Università di Salerno), dell’avvocato Nicola Pesacane, esperto in araldica e diritto nobiliare, e del professor Alfonso Tortora, docente di Storia Moderna. L’incontro sarà moderato dal nostro direttore editoriale Salvatore Serio.
Alle ore 20:00 prenderà il via la sfilata storica lungo le strade di Polvica. In costume d’epoca, cavalieri, cortigiane e popolani accompagneranno la figura del re in un percorso suggestivo tra rievocazione e spettacolo. Il corteo sarà arricchito dalla partecipazione degli Sbandieratori del Borgo del Concilio di Angri e dalle coreografie del gruppo di danza Arabesque, diretto da Elisa Bove.
A seguire, spazio alla musica e all’enogastronomia locale con le esibizioni del Gruppo Discede, che proporrà canti della tradizione, e la degustazione di prodotti tipici del territorio. L’animazione sarà curata dall’associazione “Il bello delle cose semplici”, che offrirà ai più piccoli una selezione di giochi antichi.
Il Corteo Storico di Tramonti si conferma così una manifestazione capace di unire valorizzazione culturale, memoria storica e partecipazione collettiva, offrendo al pubblico un’immersione nel passato aragonese della Costiera Amalfitana.

